Cresce la presenza di lavoratori stranieri in Italia

Saidi Mehe alla stazione Termini con i tunisini - Saidi Mehe alla stazione Termini con i tunisini. foto mario proto - fotografo: Mario Proto
Continua a crescere la presenza di lavoratori stranieri nel mercato del lavoro italiano. Secondo i dati della Cgia di Mestre, nel 2025 le assunzioni di immigrati previste sono un milione e 360mila, il 23% del totale, il che significa che un nuovo assunto su quattro non è italiano.

Gli stranieri non sono più una presenza marginale o temporanea. Secondo la Fondazione Leone Moressa, i lavoratori dipendenti extracomunitari in Italia sono poco meno di 2,2 milioni e prime, tra le regioni, sono l’Emilia Romagna con il 17,4%, la Toscana e la Lombardia, entrambe con il 16,6.

Per la Cgia di Mestre gli stranieri aiuterebbero a colmare la mancanza di lavoratori in determinati settori. Molti di loro infatti lavorano in ambiti dove scarseggia la manodopera italiana: agricoltura, edilizia, logistica, assistenza domestica e cura degli anziani.

Il balzo rispetto al periodo pre-Covid è netto. Confrontando i dati con il 2019, il numero assoluto di ingressi è più che raddoppiato. In agricoltura quasi la metà delle assunzioni sono stranieri, il 42,9%, nel tessile-abbigliamento-calzature, 41,8%, e nelle costruzioni, 3,6%, nelle pulizie e trasporti il 26,7%. La ristorazione è prima con 231.380 ingressi tra cuochi, aiuto cuochi, lavapiatti e altre figure del settore. Seguono i servizi di pulizia con 137.330 lavoratori e l’agricoltura con 105.540.