Faber Lab tra formazione e impresa: parte il primo corso ad assunzione garantita

Il Welcome Day ospitato al Faber Box non è stato una semplice inaugurazione, ma l’avvio concreto di un progetto che ambisce a diventare un modello per l’intero Alto Vicentino. Faber Lab nasce dalla collaborazione tra Comune di Schio, Distretto Scienza Tecnologia, associazioni di categoria del territorio e Manpower come partner operativo, con il supporto formativo dell’ITS Academy Meccatronico Veneto.
Una rete ampia, strutturata, che ha già attirato l’attenzione del tessuto produttivo locale: 27 aziende hanno manifestato interesse, 6 hanno già aderito formalmente e 7 corsisti – quattro dei quali arrivati da fuori regione – hanno iniziato oggi il loro percorso. Il primo modulo formativo è dedicato alla figura dell’Operatore CNC, una delle professionalità più richieste dalle imprese metalmeccaniche. Sei settimane di lezioni teoriche e attività di laboratorio, poi l’ingresso diretto in azienda con contratto a tempo indeterminato e formazione continua “on the job”. Un modello che punta a creare competenze immediatamente spendibili, riducendo il divario tra domanda e offerta di lavoro.
A sottolineare il valore strategico dell’iniziativa è stata la sindaca di Schio, Cristina Marigo, che ha ricordato come “l’Alto Vicentino sia il secondo distretto industriale del Veneto e uno dei motori produttivi più dinamici del Paese”. Ma, ha aggiunto, la competitività oggi “non si misura solo sui numeri, bensì sulla capacità di innovare, attrarre competenze e offrire lavoro di qualità”. Per Marigo, Faber Lab rappresenta proprio questo: “Un progetto che interpreta in modo attuale le politiche del lavoro, mettendo insieme pubblico e privato, formazione e impresa, per costruire percorsi concreti di inserimento professionale e stabilità occupazionale”. Accanto a lei, il vicesindaco Barbara Corzato ha rivendicato il lungo lavoro preparatorio che ha portato al risultato odierno: “Con oggi inauguriamo la fase più importante del Faber Lab – ha spiegato – frutto di un ascolto costante del territorio e del confronto con imprese, associazioni ed enti formativi. Pubblico e privato qui lavorano insieme per offrire opportunità reali, non temporanee. Vedere i primi corsisti iniziare il loro cammino – ha concluso – conferma che la direzione intrapresa è quella giusta”.
E dal mondo delle imprese è arrivato un sostegno convinto. Silvia Marta, in rappresentanza di Confindustria Vicenza, ha definito Faber Lab “un’opportunità per le aziende, che oggi faticano a reperire personale qualificato, ma anche per i corsisti, chiamati a crescere professionalmente insieme al territorio”. E ha rivolto un messaggio diretto a chi arriva da fuori regione: “Chiediamo tenacia e fiducia: l’inizio può essere impegnativo, ma questo è un territorio che sa accogliere e restituire grandi soddisfazioni”. Una visione condivisa anche dal Distretto Scienza Tecnologia. Luca Fabrello ha ricordato come l’Alto Vicentino sia “un distretto industriale vivace ed eterogeneo, ricco di filiere e opportunità”, non un sistema verticale ma “orizzontale, capace di trasformare le risorse naturali in innovazione e impresa”. Avviare un percorso lavorativo a Schio, ha sottolineato, significa entrare in un territorio che investe sulle persone e sulla collaborazione tra istituzioni e imprese: “È questo spirito di squadra che ha reso possibile Faber Lab”.
Sul fronte formativo, il direttore generale dell’ITS Meccatronico Veneto, Giorgio Spanevello, ha rimarcato la solidità del progetto: “Abbiamo accolto questa sfida perché crediamo nel valore di un’iniziativa che mette insieme aziende, istituzioni ed enti formativi”. Ai corsisti ha rivolto un invito chiaro: “Il mondo del lavoro offre grandi opportunità, ma richiede dedizione. Se l’impegno sarà adeguato, i risultati non mancheranno”. Infine, dal lato operativo, Manpower ha evidenziato l’unicità della sinergia creata: “Collaboriamo con aziende e istituzioni in tutta Italia, ma una rete così ampia e strutturata è davvero rara”, ha affermato Elena Meneghello, Regional Manager.
Faber Lab, ha spiegato, permette ai partecipanti “di apprendere un mestiere vero, alternando teoria e pratica fin dal primo giorno”, con docenti qualificati e un percorso che prosegue anche dopo l’ingresso in azienda. “È un’opportunità che può davvero cambiare il percorso professionale di chi la vive con impegno”. Un messaggio dunque molto chiaro quello che giunge dal Faber Box: il territorio non si limita a chiedere competenze, ma sceglie di costruirle. E lo fa investendo sulle persone, sulla formazione e su un modello di collaborazione che, se confermerà le sue promesse, potrebbe diventare un riferimento per molti altri distretti italiani.
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