Deragliamento del tram a Milano, il conducente: “Ho avuto un malore”

“Mi sono sentito male, ho avuto un malore”. Così il conducente del tram della linea 9, mezzo di ultima generazione, che è deragliato a Milano, finendo fuori dai binari. Sbattendo contro la vetrina di un ristorante, ha investito varie persone, rimaste incastrate sotto il mezzo.
Il bilancio è di due morti – un uomo italiano di 60 anni residente a Rozzano e un giovane straniero – e 48 feriti, di cui due in rianimazione. Entrambe le vittime viaggiavano a bordo del tram. Il primo, il 59enne Ferdinando Favia, è stato travolto sotto il mezzo e per questo inizialmente si pensava che fosse stato trovato mentre attraversava la strada. In realtà l’uomo – a quanto ha ricostruito la Polizia locale che indaga sull’incidente – era seduto in fondo al mezzo, ma la violenza dell’urto lo ha fatto sbalzare fuori. Sul 9 viaggiava con la compagna, portata in codice rosso all’ospedale Fatebenefratelli. La seconda vittima è invece un giovane straniero.
È successo intorno alle 16 in viale Vittorio Veneto, mentre il mezzo viaggiava da piazza della Repubblica verso Porta Venezia. Da quanto si è saputo, si indaga per omicidio colposo e lesioni colpose per ricostruire la dinamica. Nel fascicolo sarà iscritto il tranviere, come avviene in questi casi per tutti gli accertamenti necessari. Sembra che il tram andasse a “una velocità elevatissima”.
Un malore mentre guidava, una fermata saltata, lo scambio da lui non attivato e il deragliamento. È questa la versione fornita con le prime dichiarazioni dal conducente del tram. Il tramviere è stato ascoltato nelle indagini della polizia locale e della Procura di Milano. Investigatori e inquirenti dovranno comunque verificare il suo racconto attraverso tutte le analisi tecniche, tra cui anche quella del suo telefono cellulare, sequestrato come avviene sempre in questi casi. La mancata attivazione dello scambio avrebbe portato il tram, che doveva proseguire dritto e correva veloce, a svoltare a sinistra, imboccando un’altra linea e, quindi, ad uscire dai binari.
L’ipotesi del malore era già circolata nei momenti subito successivi al deragliamento. Era apparso sospetto, avevano spiegato due suoi colleghi, che il tram non si fosse “fermato alla fermata precedente all’incidente”. Il mezzo, si apprende, è deragliato vicino a un punto dei binari dove un cartello invita a procedere “a passo d’uomo”. Uno dei due tranvieri spiega che il 9 ha preso uno scambio “a 20-40 all’ora” ed è quindi deragliato: “C’è un video dove si vede che letteralmente si inclina uscendo dai binari, taglia l’incrocio e si schianta contro il palazzo di fronte. Lo scambio era aperto a sinistra perché evidentemente il tram prima ha girato a sinistra. Tocca al tranviere manovrare lo scambio e la lanterna ti segnala com’è girato. Il fatto che ha saltato la fermata prima fa pensare a un malore”.