Addio a Francesco, il papà di Don Marco Pozza

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Se n’è andato in silenzio, nella casa dove la famiglia aveva scelto di tenerlo accanto dal 30 dicembre, dopo un periodo di ricovero, circondato da quell’affetto discreto che per tutta la vita aveva coltivato senza clamore. È morto così Francesco Pozza, 80 anni, il padre di don Marco Pozza, sacerdote e scrittore, cappellano del carcere Due Palazzi di Padova – già volto noto anche in tv – e del fratello Sandro, docente e voce autorevole della comunità di Lugo. Un uomo che aveva fatto della mitezza la sua cifra, della gentilezza un’abitudine, della curiosità un modo di stare al mondo.

Per trent’anni aveva lavorato alla Moto Laverda di Breganze, dove era considerato un vero “guru” degli alberi motore: mani esperte, mente tecnica, cuore paziente. Quando l’azienda fallì, non si perse d’animo e ripartì dall’Amcor, la cartiera di Lugo, portando con sé la stessa dedizione che aveva sempre messo in ogni cosa. Era un uomo che parlava poco, ma che sapeva ascoltare i rumori dei motori come fossero voci, e che in quei meccanismi complessi sapeva leggere la logica e la poesia del lavoro ben fatto. Quasi cinquant’anni di matrimonio con Ivette, una vita costruita passo dopo passo, senza esibizioni. Due figli cresciuti con l’esempio più che con le parole: amava la botanica, i santi, le piccole cose che raccontano la grandezza della vita quotidiana. Aveva una testardaggine dolce, quella che fa sorridere più che discutere, e che diventava tenerezza pura quando si trasformava nelle attenzioni di un nonno affettuoso per le nipotine Emma e Ginevra.

La comunità di Lugo, che lo ha conosciuto come lavoratore, vicino di casa, padre e nonno, si stringerà attorno alla famiglia nella veglia funebre di venerdì sera, dopo la messa delle 18.30. Il funerale è fissato per sabato 7 marzo alle 10, sempre nella chiesa di Lugo: un saluto collettivo a un uomo che non ha mai cercato i riflettori, ma che ha lasciato una traccia profonda in chiunque lo abbia incontrato.

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