Medio Oriente, Mattarella convoca Meloni al Quirinale. Crosetto: “La crisi è grave”

La crisi in Medio Oriente è grave. Lo dicono i fatti ma soprattutto le dicono gli esponenti politici dei paesi europei che guardano preoccupati quanto sta accadendo nelle ultime ore. Dopo il vertice a Palazzo Chigi convocato d’urgenza dalla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricevuto al Quirinale la premier stessa e il ministro della Difesa Guido Crosetto per parlare della situazione in Medio Oriente e delle relative scelte del governo in una situazione di crisi. Durante i colloqui riservati, durati circa mezz’ora e convocati in un clima di preoccupazione per un possibile allargamento del conflitto, Crosetto avrebbe presentato al Capo dello Stato uno scenario drammatico in rapido deterioramento, definendolo “il momento più difficile degli ultimi decenni”.
La convocazione è arrivata alla vigilia delle comunicazioni con cui il governo riferirà alle camere sulla crisi in Medio Oriente e sugli aiuti agli alleati colpiti dalla reazione iraniana agli attacchi di Stati Uniti e Israele. Prima dell’incontro al Quirinale, infatti, c’era stato il vertice a Palazzo Chigi tra la premier Meloni, i ministri Crosetto e Tajani, oltre a Matteo Salvini e non solo. Diversi i dossier sul tavolo: dall’ipotesi di invio dei sistemi di difesa aerea Samp-T ai Paesi del Golfo, al possibile dispiegamento di unità navali italiane verso Cipro, Paese membro dell’Unione europea colpito dall’Iran nel corso della controffensiva.
Tanti i temi a confronto, dunque. Perché la situazione è grave e non è pensabile nascondersi dietro a un dito. Nel confronto a Palazzo Chigi si sarebbe fatto anche il punto sulle basi militari Usa come Camp Darby e Aviano, su cui servirebbe un’autorizzazione per il sorvolo del territorio italiano prima di azioni di guerra, quelle a gestione comune e quelle Nato sulla penisola. Tra i temi affrontati anche le scorte di missili balistici iraniani, i rischi di terrorismo, gli impatti economici del conflitto. Sugli aiuti ai Paesi del Golfo dovrebbe focalizzarsi in particolare la risoluzione di maggioranza, delineata dagli uffici del ministero della Difesa, come riferiscono fonti parlamentari.