Tajani e Crosetto alla Camera sulla guerra in Iran

Il Governo ha riferito oggi alle Camere sull’evoluzione della situazione in Iran. A Montecitorio si sono tenute le comunicazioni dei ministri della Difesa e degli Esteri, Guido Crosetto e Antonio Tajani, sulla situazione in Iran e nel Golfo.
Dice Tajani: “La gravità della situazione richiede a tutti noi, governo e parlamento, un’assunzione di responsabilità condivisa. Stella polare del nostro impegno resta la de-escalation. Vogliamo evitare assolutamente un allargamento del conflitto. Stiamo incoraggiando tutte le parti a esercitare la massima moderazione, tenendo aperti i canali di dialogo con l’Iran, senza tradire la nostra posizione: l’Iran non può dotarsi di armi nucleari e disporre di sistemi missilistici in grado di rappresentare una minaccia esistenziale per Israele, per la regione e per l’Europa”.
Poi ha aggiunto: “Per quanto riguarda il Presidente del Consiglio, non credo che direbbe cose diverse da quelle che abbiamo detto il ministro Crosetto ed io. Né l’altro giorno né oggi. Quindi, se riterrà opportuno venire prima del dibattito previsto, sarà una sua decisione in base allo sviluppo della situazione. Quindi io credo che si debba continuare a lavorare per impedire che la situazione degeneri, che ci sia un allargamento del conflitto in aree differenti dal Medio Oriente e perché ci possa essere una conclusione nei tempi più rapidi possibili del conflitto”.
Dichiara Crosetto: “Avevamo 2.576 persone nell’area interessata dalla crisi in Medioriente prima che iniziasse il conflitto e per effetto di questa situazione nei giorni scorsi abbiamo preso altre misure: in Kuwait è in atto un movimento di 239 militari verso l’Arabia Saudita: dei 321 ne rimarranno 82. In Qatar 7 dei 10 militari stanno raggiungendo l’Arabia Saudita. In Bahrein, dove abbiamo 5 militari, stiamo ritirando il personale. In Libano stiamo valutando attentamente la situazione e siamo pronti a far fronte ad ogni esigenza anche con personale navale per eventuali evacuazioni”. Poi sull’utilizzo delle basi italiane da parte degli Usa, Crosetto spiega: “Ad oggi non è pervenuta alcuna richiesta. Qualora dovessero emergere domande di questo tipo saremmo qua, ma ad oggi non è successo. L’Italia non è in guerra, stiamo cercando di gestire, mitigare in stretto accordo con le nazioni amiche le conseguenze di questo conflitto”