Teheran pronta a una “guerra prolungata”. Trump liquida Khamenei: “Il successore lo scelgo io”

Settimo giorno del conflitto tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran. Nelle ultime ore un attacco iraniano ha preso di mira tre diverse località a Manama, in Bahrein: colpito un hotel e due edifici residenziali. Teheran si dice pronta a sostenere una “guerra prolungata”. Intanto l‘Azerbaigian ha denunciato un attacco con droni di Teheran, annunciando “ritorsioni”. Segni di ulteriore escalation, mentre sulla capitale iraniana insistono i bombardamenti della coalizione e i Pasdaran rispondono prendendo di mira tutti i Paesi del Golfo, con il regime che si dice pronto a fronteggiare un’eventuale invasione di terra dei soldati Usa.
Intanto Donald Trump ha già mandato un messaggio a Teheran: il successore dell’ayatollah ucciso dagli attacchi di Stati Uniti e Israele lo vuole scegliere lui. Mentre l’Assemblea degli Esperti iraniana, in riunione straordinaria per eleggere il successore di Ali Khamenei, riceve le pressioni delle Guardie della Rivoluzione per annunciare formalmente la nomina del figlio Mojtaba, Trump lo ha liquidato bollandolo come un “peso piuma” e un “incompetente”.
Trump ha precisato che non vuole un leader che continui le politiche dell’ayatollah che “costringerebbero gli Stati Uniti a tornare in guerra tra cinque anni”. Chi stia valutando il commander-in-chief per la successione allaguida dell’Iran è un mistero.
Nel frattempo il presidente ha incassato una vittoria prevedibile dal Senato che ha bocciato, con 53 a 47 voti, la risoluzione bipartisan per fermare la guerra in Iran. Il voto si è diviso in gran parte lungo le linee di partito, con i senatori repubblicani uniti nel respingere una misura che avrebbe richiesto l’approvazione del Congresso per continuare l’operazione militare.
Trump ha anche continuato a sminuire il problema del prezzo della benzina, che potrebbe costargli il controllo del Congresso a novembre, e della carenza di munizioni. “Stiamo lavorando in modo chirurgico”, ha assicurato. “Abbiamo una scorta illimitata di armi”. Quanto ai sondaggi sul malcontento degli americani rispetto alla guerra il presidente americano non si è mostrato minimamente preoccupato. “La gente è entusiasta di ciò che sta accadendo”, ha sostenuto. “Stiamo affrontando una minaccia per gli Stati Uniti, una minaccia grave e lo stiamo facendo come mai nessuno prima”.