Guerra Iran, colpito sito nucleare Natanz. L’Iraq blocca la produzione di petrolio

In diverse città preghiere mattutine per la fine del Ramadan. Oggi gli iraniani celebrano il primo giorno dell’antico anno persiano, e in diverse città si sono tenute preghiere mattutine per la festa di Eid al-Fitr. Teheran conferma di aver lanciato due missili balistici contro la base congiunta anglo-americana sull’isola di Diego Garcia, nell’Oceano Indiano, a 3.810 chilometri dall’Iran. L’obiettivo però non è stato colpito. Gli Stati Uniti e Israele hanno colpito l’impianto nucleare iraniano di Natanz, già bersagliato durante la guerra di 12 giorni tra Iran e Israele nel giugno 2025.
La quarta settimana di guerra si apre all’insegna del caos anche di dichiarazioni da parte di tutte le parti coinvolte. Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha detto di essere pronto ad accogliere positivamente “ogni iniziativa che possa portare questa guerra ad una totale conclusione”. Parlando con l’agenzia di stampa giapponese Kyodo il capo della diplomazia iraniana ha detto che il conflitto è “stato imposto” al Paese.
Il presidente iraniano Pezeshkian si è invece rivolto ai paesi arabi in un post su X, affermando che Teheran non ha alcuna intenzione di litigare con loro. ” L’unico beneficiario delle nostre divergenze -dice- è l’entità sionista”, riferendosi a Israele. Allo stesso tempo però i Guardiani della rivoluzione iraniana hanno diffuso un avviso in cui chiedono agli abitanti di Ras Al Khaimah di lasciare la città degli Emirati Arabi Uniti, affermando che l’area viene usata per lanciare operazioni contro le isole iraniane e potrebbe presto diventare un obiettivo. “Ai cittadini e ai residenti della città di Ras Al Khaimah negli Emirati Arabi Uniti: visto l’utilizzo di quest’area per operazioni che prendono di mira le isole iraniane, la città di Ras Al Khaimah è diventata un possibile obiettivo nel prossimo futuro. Si pregano tutti i residenti di lasciare la città il prima possibile”, è quanto recita la nota riportata dall’agenzia di stampa Tasnim.
Donald Trump è tornato ad insultare gli alleati: “Senza gli Usa, la Nato è una tigre di carta”, ha tuonato il presidente americano che in serata, in un lungo post, afferma che gli Stati Uniti sono vicini agli obiettivi della guerra in Iran e che si sta valutando un ‘ridimensionamento’ dell’operazione militare. Contemporaneamente però ha inviato altre tre navi e 2.500 marines in Medio Oriente.
Israele comunica invece un’intensificazione degli attacchi. “Questa settimana l’intensità degli attacchi condotti dalle forze armate israeliane e americane contro il regime iraniano e contro le infrastrutture ad esso collegate aumenterà significativamente”, ha fatto sapere il ministro della Difesa israeliano Israel Katz, dopo una riunione di valutazione della situazione insieme al vice capo di Stato Maggiore, Tamir Yadai, al capo dell’Intelligence militare, Shlomi Binder, al direttore generale della Difesa, Amir Baram, e ad altri alti funzionari. “L’Idf è forte, come il fronte interno israeliano, e non ci fermeremo finché non saranno raggiunti tutti gli obiettivi di guerra”, ha aggiunto Katz.
L’Iraq ha dichiarato lo stato di forza maggiore su tutti i giacimenti petroliferi sviluppati da compagnie petrolifere straniere, ordinando la chiusura totale della produzione nelle aree di concessione interessate, senza alcun risarcimento previsto dai termini contrattuali. Un quartiere residenziale di Baghdad e’ stato colpito da un drone che ha preso di mira un edificio dei servizi di sicurezza iracheni: il bilancio è di 1 morto e 1 ferito.
In Libano l’Idf ha comunicato di essersi scontrato con Hezbollah nel sud del Paese, uccidendo quattro terroristi. Dal canto suo Hezbollah rivendica il lancio di missili “contro un gruppo di soldati israeliani riuniti attorno al centro di detenzione di Al-Khayyam”, recita il testo del comunicato del gruppo libanese citato dai media iraniani.