Guerra in Iran: Trump vuole rinegoziare le 6 richieste di Teheran

Gli inviati di Donald Trump, Jared Kushner e Steve Witkoff starebbero creando una squadra per negoziare con l’Iran su ordine del presidente americano, secondo alcune fonti che lo hanno riferito ad Axios. Negli ultimi giorni non vi sono stati contatti diretti tra Usa e Iran, ma Egitto, Qatar e Regno Unito hanno fatto da tramite per lo scambio di messaggi. In particolare Egitto e Qatar avrebbero informato gli Stati Uniti e Israele che l’Iran è interessato ad avviare negoziati, sebbene a condizioni molto rigide. Sei per la precisione: la garanzia che il conflitto non si ripeta, la chiusura delle basi militari statunitensi nella regione, il pagamento di un risarcimento all’Iran e la fine della guerra contro tutti i gruppi regionali affiliati all’Iran. Da parte loro, gli Stati Uniti esigono lo stop al programma missilistico per cinque anni a quello totale dell’arricchimento dell’uranio.
Il ministro degli Affari Esteri iraniano, Abbas Araghchi e l’Alta rappresentante Ue per la politica estera e la sicurezza, Kaja Kallas, hanno avuto un colloquio telefonico per discutere gli ultimi sviluppi nella regione a seguito dei “continui attacchi illegittimi statunitensi e israeliani contro l’Iran e le relative conseguenze politiche, di sicurezza e umanitarie”. Entrambe le parti hanno espresso preoccupazione per l’escalation in corso, discutendo gli effetti delle tensioni sulla stabilità regionale e sull’equilibrio internazionale.
Resta il giallo sull’attacco all’isola Diego Garcia. Un alto funzionario iraniano ha dichiarato ad Al Jazeera che l’Iran non è responsabile e non è coinvolto negli attacchi missilistici contro la base militare anglo-americana sull’isola nell’Oceano Indiano. La smentita è giunta dopo che il quotidiano Wall Street Journal aveva riportato che due missili balistici a medio raggio erano stati lanciati verso la base, senza però colpirla.
Diego Garcia è una delle due basi che il Regno Unito ha concesso agli Stati Uniti di usare, nell’ambito della campagna contro l’Iran. L’incidente ha attirato grande attenzione perché Diego Garcia si trova a 4.000 chilometri dall’Iran, il doppio del limite di 2.000 chilometri che, secondo il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, Teheran avrebbe deliberatamente imposto ai suoi missili. La valutazione di Londra “è invece che gli iraniani abbiano sicuramente preso di mira Diego Garcia”, : lo ha detto il ministro britannico per le politiche abitative Steve Reed alla Bbc, senza precisare a quale distanza dalla base siano arrivati i due missili balistici iraniani lanciati ieri.
Teheran vuole ‘monetizzare’ il controllo dello stretto di Hormuz. Secondo una fonte iraniana alla Cnn Teheran starebbe pensando di stabilire un nuovo regime legale sullo stretto e di far pagare intorno ai 2 milioni di dollari per il passaggio di una petroliera. Sempre secondo la fonte iraniana, il tycoon sarà costretto ad “accettare le condizioni dell’Iran” per chiudere la guerra, a causa dell’aumento delle pressioni interne in America e dei prezzi del petrolio in crescita a livello globale. Se non farà le necessarie concessioni all’Iran, potrebbe entrare in una strada senza fine che rischia di mettere a rischio la sua intera carriera politica”, aggiunge la fonte.
L’Iran ha poi risposto con fermezza alla minaccia del presidente Trump di intensificare gli attacchi, avvertendo che gli iraniani ripagheranno con la stessa moneta gli Stati Uniti o i loro alleati in caso di “raid contro le infrastrutture critiche del Paese. I Guardiani della Rivoluzione iraniani hanno poi dichiarato che, qualora le centrali elettriche venissero prese di mira, lo Stretto di Hormuz verrebbe “completamente” chiuso e non riaperto fino alla ricostruzione degli impianti.