Formula 1, GP del Giappone: la Ferrari punta su scatto al via, agilità e “macarena”

Dopo i Gran Premi d’Australia e di Cina, il Circus della Formula 1 si prepara a sbarcare in Giappone: domenica sul circuito di Suzuka, alle 7 ora italiana, si corre il GP nipponico. Le prime due gare hanno confermato che, salvo sorprese clamorose, il Mondiale 2026 sarà caratterizzato dalla lotta Mercedes-Ferrari con la casa tedesca dell’italiano predestinato Andrea Kimi Antonelli, nettamente superiore sul piano della power unit. Non a caso, a Melbourne ha trionfato Russell davanti ad Antonelli e a Shanghai ha vinto Antonelli precedendo Russell. Solo terzo e quarto posto per le rosse di Leclerc (sul podio australiano) e Hamilton (terzo in Cina). Ma, col passare del tempo, il Cavallino Rampante potrebbe sfruttare alcuni aspetti che lo vedono superiore alla Mercedes.
L’analisi sulle due scuderie. Le monoposto di Stoccarda, come detto, al momento hanno un evidente vantaggio in termini di velocità pura nei rettilinei, grazie alla potenza del motore e a una migliore distribuzione dell’energia nell’arco del giro. La Ferrari, dal canto suo, ha caratteristiche che soprattutto a Suzuka (tracciato con forma a 8 e ben 18 curve) potrebbero risultare temibili per le Frecce d’argento: migliore rapidità in curva, compresa la miglior velocità nel tornare sul gas in uscita. L’altro vantaggio che le vetture di Maranello cercheranno di far valere è lo scatto alla partenza: perchè le SF-26 hanno un turbo di dimensioni ridotte che permette un’erogazione della potenza più immediata.
Il fattore “macarena”. C’è poi grande attesa per l’impiego dell’ala chiamata come il ballo di gruppo lanciato da Los del Rio nel 1993. Secondo molti la “macarena” non è un elemento in grado di ribaltare le gerarchie, ma, il suo utilizzo dovrebbe portare un duplice beneficio: minor resistenza sul dritto e conseguente risparmio di energia delle batterie, utilizzabile in altri punti del circuito. In sostanza, questo profilo sull’ala posteriore che si ribalta di 270 gradi con l’aerodinamica attiva azionata, riduce la resistenza all’avanzamento e genera un piccolo sollevamento del retrotreno, incrementando l’espansione del flusso d’aria in uscita dal diffusore. L’effetto è l’incremento di alcuni chilometri orari della velocità massima in rettilineo, a parità di potenza erogata dalla power unit. Ancora pochi giorni e sapremo.