Morte di Andreea Rabciuc: l’ex assolto dall’accusa di istigazione al suicidio

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Potremmo dire: tanto rumore per nulla. Il riferimento è alla vicenda di Andreea Rabciuc, la 27enne di origine romena scomparsa dalle campagne di Montecarotto (Ancona) il 12 marzo del 2022, e ritrovata morta il 20 gennaio 2024 in un casolare disabitato, a un chilometro di distanza da dove era sparita. L’esame autoptico effettuato sui pochi resti rinvenuti, ha stabilito che la ragazza si suicidò.

Quando il corpo fu ritrovato si parlò molto di questa storia che adesso si chiude con la condanna a quattro anni e sei mesi di reclusione per maltrattamenti e spaccio di cocaina per l’allora fidanzato della giovane: il 47enne Simone Gresti di Moie (Ancona). L’uomo, invece, è stato assolto dall’accusa di istigazione al suicidio perché il fatto non sussiste.

La ragazza scomparve dopo una serata a base di alcol e droga trascorsa con l’imputato e altri due amici. La sentenza, con rito abbreviato, è stata emessa dal giudice Alberto Pallucchini. Simone Gresti, difeso dagli avvocati Emanuele Giuliani e Gianni Marasca, era presente in aula così come la madre di Andreea, parte civile rappresentata dall’avvocato Rino Bartera.

L’accusa, ovvero la Procura di Ancona, aveva chiesto sette anni di carcere per l’autotrasportatore accusato di istigazione al suicidio nei confronti di Andreea Rabciuc. Secondo la pm Irene Bilotta, Gresti è l’unico responsabile di quella morte; per il giudice no. Due anni fa i media evidenziarono il messaggio lasciato da Andreea nel casolare in cui venne trovata morta: “Se lui non mi avesse tolto il cellulare avrei chiamato mamma”.