Maurizio Gasparri si dimette da capogruppo di Forza Italia al Senato

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Continuano le fibrillazioni nei partiti della maggioranza di governo dopo l’esito del referendum sulla giustizia. Ieri sono arrivate le dimissioni della ministra del Turismo, Daniela Santanchè mentre oggi sembra sarà il turno del capogruppo al Senato di Forza Italia ora è il turno di Maurizio Gasparri.

Nel pomeriggio, verso le 16:30, è stata convocata una riunione dei senatori azzurri e all’ordine del giorno ci sarà la questione e la scelta del successore. All’ordine del giorno della convocazione, infatti, si legge: “Dimissioni Presidente del Gruppo; Elezione nuovo Presidente del Gruppo”. Una possibile scelta sembra essere la senatrice Stefania Craxi, attualmente presidente della commissione Esteri e difesa. Sarebbe un nome gradito ai figli del fondatore del partito Silvio Berlusconi: Marina e Pier Silvio, che da tempo invocano un rinnovamento a partire proprio dai capigruppo. D’altronde la riforma costituzionale della Giustizia, bocciata con il referendum del 22 e 23 marzo, è stata una bandiera di Forza Italia. La sconfitta brucia particolarmente nel partito del Cavaliere e accelera l’esigenza di cambiamento che da tempo si profilava.

Intorno alle 14 è arrivata una sua dichiarazione: “Ho deciso autonomamente di lasciare il mio incarico da capogruppo di Forza Italia al Senato. Chi ha un lungo percorso basato sulla solidità e il senso del dovere e non solo sull’incarico che svolge, sa come gestire tempi e modalità in momenti complessi. Avanti con coerenza e guardando al futuro” ha concluso Gasparri.

Tutto è nato da una lettera firmata da 14 senatori azzurri sui 20 complessivi del gruppo in cui, in sintesi, si afferma che per l’unità del partito è opportuno sostituire il capogruppo a Palazzo Madama. Tra i firmatari ci sono anche i ministri Paolo Zangrillo ed Elisabetta Casellati.

Intanto la senatrice di Forza Italia e vice presidente del Senato, Licia Ronzulli, dichiara: “Io mi auguro e auspico una fase in cui in Forza Italia si parli di contenuti. Noi abbiamo bisogno di capire perché abbiamo perso voti, perché i ragazzi hanno scelto il no. Dobbiamo fare un esame di coscienza utilizzando il referendum” ha così spiegato a L’aria che Tira, su La7, Ronzulli. Stessa posizione quella del viceministro della Giustizia, Francesco Paolo Sisto, che a Rtl 102.5 ha dichiarato: “Una discussione interna al partito è sempre utile. Quando c’è silenzio, non c’è partito. Abbiamo preso questa botta del referendum, che per Forza Italia non è stata semplice, era la grande riforma. Stiamo analizzando le responsabilità, e personalmente ritengo che una parte sia dovuta a una scarsa mobilitazione politica nel centrodestra, a differenza di quanto ha fatto la sinistra che ha politicizzato il referendum”.