L’Ungheria volta pagina: Péter Magyar manda in archivio i 16 anni di governo Orbán

L’Ungheria volta pagina in una tornata elettorale che ha segnato un’affluenza record che ha sfiorato l’80%. Péter Magyar ha vinto le elezioni e raggiungerà la maggioranza dei due terzi necessaria per abrogare le leggi dell’era Viktor Orbán. Il leader del partito di centrodestra ha superato il premier uscente che lascia il potere dopo 16 anni, ammettendo la sconfitta: “Il risultato delle elezioni è chiaro e doloroso”. Magyar, 45 anni, è riuscito a capitalizzare il malcontento dell’opinione pubblica, in particolare tra i giovani e gli elettori urbani.
Una vittoria che segna una svolta politica netta e che avrà ripercussioni in Europa e nei rapporti del Paese con Russia e Stati Uniti. “Stasera il cuore d’Europa batte più forte in Ungheria”, il commento della presidente della Commissione von der Leyen. Festeggia anche il campo largo in Italia. Per la segretaria dem Schlein, “con Orbán perdono Trump e Meloni”.
Messaggi di congratulazioni sono arrivati da diversi leader del continente: il francese Macron ha evidenziato il valore della partecipazione democratica e dell’impegno europeo degli ungheresi, mentre lo spagnolo Sánchez ha parlato di una vittoria dei valori europei. Anche il tedesco Merz ha auspicato una collaborazione per un’Europa più forte e unita. Dall’Italia, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni , da sempre storica alleata di Orbán, si è congratulata con Magyar per la “chiara vittoria”, ribadendo la volontà di “mantenere rapporti solidi tra Roma e Budapest”.
Chi è Péter Magyar: esponente del centrodestra, si dichiara un credente convinto ed è un ex adepto di Fidesz, il partito dell’ormai ex primo ministro Viktor Orbán. Il suo ingresso nel mondo della politica è stato comunque graduale. La svolta decisiva è da fissare nel 2006, quando ha sposato la compagna di partito Judit Varga, che diventerà in seguito ministra della Giustizia. Quando la carriera della moglie lo porta a Bruxelles, anche lui entra nel circuito delle istituzioni europee. Nel 2024 dopo una serie di vicissitudini, scandali e il divorzio, entra in Tisza, una forza politica nata nel 2020 (il cui nome deriva da Tibisco, il fiume che attraversa la vasta pianura ungherese), con l’idea di farsi simbolo del cambiamento del Paese.