Morti in ambulanza, contestate a Luca Spada cinque aggravanti

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Per la morte in ambulanza di Deanna Mambelli di 85 anni, per cui è stato arrestato Luca Spada, sono cinque le aggravanti che la Procura di Forlì gli contesta: i pm imputano a Spada gli omicidi di sei anziani e di aver agito approfittando della minorata difesa delle vittime, con violazione dei doveri di incaricato di pubblico servizio, in danno di ricoverati e di aver utilizzato un mezzo insidioso. Per l’omicidio della 85enne, oggetto della misura, i pm indicano anche la premeditazione, che però la giudice per le indagini preliminari non ravvisa.

Secondo i pm la programmazione del delitto sarebbe dimostrata dal messaggio inviato da Spada a un collega il 17 novembre in cui scriveva: “Bisogna che mercoledì 26 facciamo una lunga assieme così secchiamo qualcuno e siamo perfetti”. Un proposito, per l’accusa, a cui sarebbe stato dato seguito un giorno prima del previsto. Ma per la gip si tratta di elementi che non denotano in maniera univoca una scelta programmata, ma che sono del tutto compatibili sia con il maturare estemporaneo del proposito omicidiario, che con una mera preordinazione del delitto, diversa dalla premeditazione.

“C’è un solo indagato, non ci sono altre persone”. Lo ha confermato il procuratore di Forlì Enrico Cieri. Il riferimento è ovviamente a Luca Spada, a cui sono imputata anche frasi tipo “È vecchia, obesa e con tante patologie. Giustamente deve morire” pronunciate riferendosi alle pazienti morte per cui si indaga. Inoltre, il novembre 2025, quando morì l’85enne Deanna Mambelli, c’erano telecamere sull’ambulanza dove si trovava Luca Spada. Tuttavia nel caso di Mambelli, per il cui omicidio è stato disposto il carcere, il procuratore ha ammesso che “la telecamera non ha funzionato, i carabinieri hanno pedinato questa ambulanza senza essere in grado di capire cosa era successo all’interno”.