Memorial Corradin, in 100 per il nuovo palcoscenico mondiale del para-cycling

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ph. FotoclubCaldogno

Il cielo a tratti minaccioso non ha fermato nessuno. Né gli atleti, né gli organizzatori, né il pubblico che domenica 19 aprile a Villaverla ha raggiunto via Papa Giovanni XXIII per assistere al 7° Memorial Valter Corradin, gara internazionale di para-cycling che ha trasformato Villaverla in un crocevia mondiale dello sport paralimpico.

Quasi cento gli atleti che, arrivati non solo da tutta Italia ma anche da Corea del Sud, Brasile, Francia, Germania, hanno affrontato il circuito di 5,2 chilometri con la determinazione di chi non cerca attenuanti, ma competizione vera. Per molti, questa prova è una vetrina in vista della Coppa del Mondo: un’occasione per misurarsi, crescere, farsi vedere. L’evento porta la firma dell’instancabile GS Villaverla ASD, società che da anni investe nel ciclismo giovanile e paralimpico. Tra le anime più attive c’è Zelica Corradin, componente della Commissione nazionale ParaCiclismo, che ha contribuito a far crescere la manifestazione fin dalle prima edizioni. Accanto alla società, una macchina organizzativa che funziona come un orologio: alpini, donatori di sangue, Protezione Civile, volontari, amministrazione comunale. Tutti impegnati nel percorso, tutti parte di un ingranaggio che Villaverla ha imparato a far girare con precisione.

Non è un caso che la prima edizione vide brillare il nome di Alex Zanardi, simbolo assoluto del movimento paralimpico. Da allora, lo spirito è rimasto lo stesso: determinazione, professionalità, rispetto. Gli atleti in gara lo dimostrano a ogni curva, a ogni rilancio, a ogni sorpasso. Le loro limitazioni fisiche restano fuori dalla pista: dentro c’è solo sport.
Il sindaco Enrico De Peron, presente lungo il tracciato, sintetizza così il valore della giornata: “Ormai è un evento atteso, sentito e coinvolgente, un appuntamento irrinunciabile per Villaverla. Siamo lieti di ospitare un grande palcoscenico sportivo fatto di talento e dei valori sani dello sport”. E in effetti, il Memorial Corradin è molto più di una gara. È un messaggio. È la dimostrazione che un piccolo comune può costruire un evento internazionale credibile, rispettato e capace di attirare atleti da ogni parte del mondo.

È la prova che lo sport paralimpico, quando trova spazio e sostegno, sa restituire emozioni e insegnamenti che vanno oltre il cronometro. Villaverla, domenica, ha mostrato tutto questo: una comunità che accoglie, un’organizzazione che funziona, atleti che non si arrendono mai. E un memorial che, anno dopo anno, cresce, si consolida e porta con sé un’idea semplice e potente: lo sport è di tutti, e quando è vero, non conosce limiti.

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