Addio a Evaristo Beccalossi, leggenda del calcio e amatissimo dai tifosi interisti

È morto Evaristo Beccalossi, una delle bandiere dell’Inter, storico centrocampista della squadra milanese. L’ex calciatore e dirigente sportivo avrebbe compiuto 70 anni tra pochi giorni, il 12 maggio. Da un anno le sue condizioni di salute erano critiche dopo un malore accusato a gennaio 2025 e un lungo periodo di coma. Il decesso è avvenuto la notte scorsa in clinica Poliambulanza a Brescia, dove Beccalossi era ricoverato. Sarà qui allestita in giornata la camera ardente.
Evaristo Beccalossi è stato uno dei fantasisti più talentuosi e imprevedibili del calcio italiano a cavallo tra gli anni settanta e ottanta. Cresciuto nel Brescia, ha legato indissolubilmente il suo nome all’Inter, squadra in cui ha militato per sei stagioni diventando l’idolo indiscusso della tifoseria grazie al suo sinistro vellutato. Indossò infatti la maglia nerazzurra dal 1978 al 1984, collezionando 217 presenze e segnando 37 reti, impreziosite dalla vittoria dello scudetto nel 1979-80 e da una Coppe Italia. Dopo l’Inter Beccalossi vestì anche le maglie di Sampdoria e Monza, prima di chiudere la carriera nel 1987 con il Barletta in serie B.
Nel messaggio di cordoglio dell’Inter viene citata una celebre frase che l’avvocato Peppino Prisco dedicò a Beccalossi: “Lui non giocava con il pallone, era il pallone che giocava con lui. Lui non lo calciava, l’accarezzava riempiendolo di coccole”.
Fra i momenti iconici che hanno contribuito a rendere Evaristo Beccalossi un mito ci sono naturalmente i due rigori sbagliati in pochi minuti in una partita dell’Inter di Coppa delle Coppe. Era il 15 settembre 1982, a San Siro durante Inter-Slovan Bratislava. Ma Beccalossi era amatissimo dai tifosi dell’Inter soprattutto per il suo modo di giocare e anche per alcuni episodi che hanno contraddistinto la sua carriera: tra questi la doppietta segnata al Milan nel diluvio di San Siro, nel derby d’andata della stagione 1979/80 proprio quella che porto poi allo scudetto nerazzurro.