Maxi truffa col falso maresciallo dei carabinieri: recuperati 228mila euro

Una maxi truffa orchestrata con la tecnica dello “spoofing”, un falso maresciallo dei carabinieri e perfino una videochiamata simulata da un ufficio di polizia. È quanto hanno scoperto i carabinieri di Vicenza, che hanno denunciato una donna di 31 anni residente nel Napoletano e recuperato oltre 228 mila euro sottratti a una vicentina di 55 anni.

L’indagine, condotta dai militari di Vicenza attraverso accertamenti investigativi e analisi dei flussi finanziari, ha portato alla denuncia in stato di libertà di una cittadina italiana residente a Marigliano, in provincia di Napoli, ritenuta responsabile di una sofisticata truffa aggravata.

Secondo quanto ricostruito, tutto sarebbe iniziato con un sms apparentemente inviato dall’istituto di credito della vittima. Il messaggio segnalava presunte operazioni sospette sul conto corrente e invitava la donna a contattare un numero telefonico. Da quel momento sarebbe scattata la trappola.
Dall’altra parte del telefono si sarebbe presentato un sedicente maresciallo dei carabinieri, che per rendere credibile il raggiro avrebbe utilizzato un numero camuffato riconducibile a una reale caserma dell’Arma. Non solo: durante i contatti con la vittima sarebbe stata effettuata anche una videochiamata ambientata in un luogo allestito per sembrare un vero ufficio di polizia.
Convinta di collaborare a una presunta operazione sotto copertura per smascherare dirigenti bancari infedeli, la donna ha così eseguito diversi bonifici, trasferendo complessivamente oltre 329 mila euro sui conti indicati dai truffatori.

Determinante si è rivelata la rapidità con cui la vittima si è rivolta ai veri carabinieri. Grazie all’immediato intervento dei militari vicentini, una parte del denaro — circa 99 mila euro — è stata subito bloccata e restituita. Altri 129.342 euro sono stati invece sequestrati preventivamente su disposizione dell’Autorità giudiziaria di Nola, consentendo un recupero complessivo superiore ai 228 mila euro.
L’episodio, spiega una nota dell’Arma, conferma l’evoluzione delle tecniche di truffa online, sempre più sofisticate e capaci di combinare strumenti informatici e forte pressione psicologica sulle vittime. I carabinieri ricordano che nessun appartenente alle forze dell’ordine o operatore bancario chiederà mai di trasferire denaro su conti intestati a terzi o di comunicare codici personali. La posizione della donna denunciata è ora al vaglio dell’autorità giudiziaria.

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