Guerra all’Iran: gli attacchi Usa potrebbero riprendere a breve

Gli attacchi all’Iran potrebbero riprendere a breve dopo la serie di falliti tentativi di ricomporre il conflitto. “Trump deciderà in 24 ore se riprendere la guerra”, informano i media israeliani e Washington e Tel Aviv sarebbero già impegnate in “intensi preparativi”.

Nel frattempo Washington ha messo sul tavolo cinque condizioni per raggiungere un accordo con l’Iran e porre fine alla guerra, secondo l’agenzia Fars, affiliata alle Guardie della Rivoluzione. Le condizioni includono “nessun pagamento di risarcimenti all’Iran da parte degli Stati Uniti; il ritiro e la consegna di 400 kg di uranio arricchito dall’Iran agli Usa; il mantenimento attivo di un solo sito nucleare iraniano” oltre a nessun pagamento dei beni congelati dell’Iran e la sospensione della guerra subordinata all’avvio dei negoziati.

Anche l’Iran ha a sua volta posto cinque condizioni, tra cui: la fine della guerra su tutti i fronti (in particolare in Libano); la revoca delle sanzioni; lo sblocco dei fondi congelati; il pagamento di un risarcimento all’Iran per i danni causati dalla guerra e il riconoscimento della sovranità iraniana sullo Stretto di Hormuz.

Secondo Fars, “le proposte statunitensi, anziché risolvere il problema, mirano a raggiungere obiettivi che il Paese non è riuscito a conseguire durante la guerra”. Dello stesso avviso anche l’agenzia di stampa conservatrice Mehr ha dichiarato che “senza concedere nulla di concreto all’Iran, gli Stati Uniti cercano di raggiungere obiettivi che non sono riusciti a raggiungere durante la guerra, il che porterà a una situazione di stallo nei negoziati”.

Di fronte allo stallo, “siamo preparati a qualsiasi scenario”, ha detto il premier israeliano Benjamin Netanyahu, rivolgendosi al suo gabinetto, dopo aver dichiarato che Israele tiene “gli occhi aperti” riguardo all’Iran. E mentre il ministro degli Interni pakistano incontra il presidente iraniano a Teheran, Israele ha emesso un ordine di evacuazione per 4 villaggi libanesi in vista di un imminente attacco. A Beirut “19 persone morte in attacchi Idf nelle ultime 24 ore”.

Il Consiglio di cooperazione del Golfo Persico ha auspicato che le tensioni dovute alla guerra in Iran si risolvano attraverso il dialogo, ma ha anche esortato al rispetto della sovranità degli Stati. “Le conseguenze della guerra aggressiva degli Stati Uniti contro l’Iran si sono estese alla sicurezza energetica, alla pesca e alle infrastrutture, e la sicurezza e la stabilità del Golfo Persico sono un interesse comune internazionale”, si legge in una dichiarazione del segretario generale Jasem Mohamed Albudaiwi riportata dai media iraniani. Intanto le forze armate israeliane hanno emesso un ordine di evacuazione per 4 villaggi libanesi in vista di un imminente attacco.

Mandati di arresto per Smotrich e Ben-Gvir. Il procuratore capo della Corte penale internazionale ha richiesto mandati di arresto sigillati per il ministro delle Finanze israeliano Bezalel Smotrich e per il ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben-Gvir. Altri tre mandati sarebbero rivolti alla ministra Orit Strock e a due ufficiali delle Forze di Difesa Israeliane (IDF). In precedenza la Corte dell’Aia aveva respinto le indiscrezioni, dichiarando di “non aver emesso nuovi mandati di arresto contro Israele.

Preoccupazione per gli attacchi a una centrale nucleare negli Emirati Arabi Uniti. L ‘AIEA, l’organismo di controllo atomico delle Nazioni Unite, ha espresso “grave preoccupazione” per l’attacco di un drone vicino a una centrale nucleare negli Emirati Arabi Uniti, che ha provocato un incendio, pur affermando che i livelli di radiazione sono rimasti nella norma. “Le attività militari che minacciano la sicurezza nucleare sono inaccettabili”, ha dichiarato il  direttore generale, Rafael Grossi.