Flotilla, rientrati in Italia il 5S Carotenuto e il giornalista Mantovani: entrambi denunciano torture

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Attivisti della Flotilla legati e inginocchiati: il video del ministro della Sicurezza nazionale israeliano Ben Gvir diventa un caso internazionale e scatena l’ira di Mattarella e del governo italiano: “Violazione del diritto, Israele ha superato linea rossa”. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani dopo aver convocato l’ambasciatore ha dichiarato che tutti gli italiani saranno liberati.

Il deputato del M5S Dario Carotenuto e il giornalista de ‘il Fatto Quotidiano’ Alessandro Mantovani, che erano a bordo di una delle navi della Flotilla, sono rientrati in Italia. Entrambi hanno denunciato maltrattamenti e torture durante la detenzione in Israele. Gli attivisti “rischiano la vita perché i governi non fanno abbastanza” le parole di Carotenuto all’arrivo all’aeroporto di Fiumicino, con al polso ancora il nastro rosso con la matricola N.147.

Le violenze raccontate da Carotenuto: “Ho ricevuto un pugno nell’occhio che per un po’ mi ha accecato. Ma ho visto persone con problemi alle orecchie, agli occhi. Ho sentito donne denunciare violenze sessuali. Siamo molto preoccupati per gli attivisti che sono ancora lì e non sappiamo cosa stiano subendo”.

L’esponente pentastellato ha ricordato chi ancora non è rientrato: “Non posso che pensare a chi è ancora lì e va liberato immediatamente: sono persone bravissime e straordinarie” ha aggiunto Carotenuto. “Ragazzi che portano semi di pace contro logiche di guerra. È stato pesante. La politica non fa abbastanza: quei ragazzi sono lì e rischiano la loro vita perché i governi non fanno abbastanza”. Il deputato all’arrivo in aeroporto è apparso provato e commosso.

Il racconto di Alessandro Mantovani. Il giornalista de ‘il Fatto Quotidiano’, racconta quanto successo dopo essere stato catturato da Israele, insieme a tutti gli altri 429 attivisti della Flotilla: “Io ho preso le botte, Dario Carotenuto ha preso le botte, altri hanno preso più botte di noi. Ho visto persone con sospette fratture delle braccia e delle costole. Quasi tutti quelli che passavano per il container di ingresso venivano picchiati e sentivamo le grida dall’esterno. Anche gli abbordaggi sono stati molto più violenti che in passato”.