Divorzio fra Erik Pretto e la Lega? “Non meritavo questo trattamento”

“Sono dispiaciuto ma sereno”. Parola di Erik Umberto Pretto, deputato di Marano Vicentino 41enne della Lega Salvini Premier, da una settimana nel frullatore della politica nazionale. Da una parte le indiscrezioni sulla stampa che lo annunciano vicino al passaggio al neonato Futuro Nazionale di Vannacci, dall’altro la notizia di un richiamo del partito in quanto ritenuto inadempiente rispetto agli obblighi di versamento della quota mensile in favore del partito. Il segretario della Lega Matteo Salvini ha imposto infatti un ultimatum ai parlamentari e agli eletti morosi del Carroccio: chi non è in regola con il versamento della quota mensile rischia l’espulsione. Sarebbero più della metà i parlamentari ad aver violato gli obblighi di contribuzione previsti dall’articolo 35 dello Statuto del partito. Problemi simili, peraltro, li ha anche il Movimento 5 Stelle, altra formazione sottoposta a forti fluttuazioni di consenso.
Lo scenario della vicenda, che pare riguardi parecchi esponenti del partito (uno su due), è la situazione della Lega, da tempo in perdita forte di consensi (e quindi di futuri scranni parlamentari) e ora costretta a fare i conti con la competizione del nuovo partito di estrema destra di Vannacci, Futuro Nazionale, che sarebbe una “sirena” irresistibile per politici di professione in cerca di un nuovo approdo dove poter avere garantito un futuro a Roma.
La Pec per i i versamenti non effettuati al partito
Sulla questione economica Pretto sta preparando la risposta, nella quale è intenzionato a sottolineare quando ritiene di aver sborsato dall’inizio del suo impegno parlamentare nel 2018. “Fra erogazioni liberali, sovvenzioni di vario genere e collaborazioni pagate in favore della Lega e delle sue diramazioni – spiega il parlamentare maranese – dall’inizio del mandato in Parlamento nel 2018 ho versato al partito oltre 260 mila euro. Una cifra a cui vanno aggiunti i contributi del 2 per 1000 e le spese sostenute saltuariamente ed in bonis per alcune sezioni. La Pec che mi è arrivata lunedì è un atto di autolesionismo politico che non mi merito, tanti più che ci son colleghi che, pur godendo di nomine politiche prestigiose, non hanno mai versato nulla, lo si può vedere on line. La richiesta, oltre ad essere scorretta da un punto di vista procedurale, è infondata anche da un punto di vista giuridico. Sarebbe stato più corretto convocarmi – prosegue – prima di mandare una lettera ufficiale”. A lasciare perplesso il parlamentare c’è anche il modo in cui la notizia si è diffusa, dato che una manina dall’interno del partito avrebbe passato la velina ai giornali, così come avvenuto con l’ipotesi di avvicinamento a Vannacci.
Lo scostamento sul Tribunale della Pedemontana
Pretto insomma resta stupito soprattutto dello stile, dato che fra persone civili e corrette non si mandano Pec come un fulmine a ciel sereno, ma ci si parla, cosa che non sarebbe invece avvenuta. Per questo sembra che dietro la questione economica, probabilmente facilmente smontabile, ce ne sarebbero altre, in particolare alcune sue prese di posizione recenti, la più importante delle quali è quella sul Tribunale della Pedemontana, che Pretto non ritiene una priorità, pur nel legittimità della proposta, e per la quale aveva pubblicamente chiesto che si tenesse conto dell’appello di dodici sindaci del Thienese che ritengono una follia lo smembramento del territorio di riferimento del Tribunale di Vicenza pur di riattivare quello bassanese. “Quella dei sindaci è una richiesta di attenzione che abbiamo il dovere di ascoltare, specialmente in forza dei principi autonomistici che da sempre caratterizzano il nostro modo di fare politica e buona amministrazione. L’Alto Vicentino è un territorio omogeneo e ben definito, socialmente ed economicamente assai rilevante nel panorama provinciale e regionale, che può e deve saper ragionare in maniera sinergica e compatta”, aveva affermato quindici giorni fa. Una presa di posizione andata di traverso evidentemente ad altri parlamentari del partito di area bassanese, che da tempo si battono perché il Tribunale bassanese diventi una realtà.
Il rinnovo della segreteria regionale
Un altro punto di attrito col partito sarebbe stata l’ipotesi di una sua candidatura al congresso regionale della Lega, che doveva tenersi adesso nel mese di giugno. Una patata bollente che è stata congelata fino all’autunno 2027, con la nomina ora di un commissario (dopo l’elezione del segretario Alberto Stefani alla guida della Regione). Una fronda di militanti, pare, premeva perché proprio Pretto fosse candidato a quella carica, una sollecitazione che non lo aveva lasciato indifferente. Infine, il deputato vicentino non aveva mancato di sollevare qualche critica al partito per il modo in cui erano stati decisi i candidati della Lega alle elezioni supplettive per sostituire Stefani e Bitonci a Roma.
L’avvicinamento a Vannacci?
L’altra grande questione passata ai giornali dopo essere uscita direttamente da bocche leghiste è il fatto che Vannacci avrebbe cercato Pretto per attirarlo nell’orbita di Futuro Nazionale e che le trattative sarebbero in corso. Altre voci lo darebbero in partenza per Fratelli d’Italia o per Forza Italia. Lui, già giovane segretario della Lega vicentina e con uno sprint degno di Bolt arrivato a 33 anni in Parlamento (e che quindi deve alla Lega tutto il suo percorso politico, non conferma e non smentisce: “Ne ho sentite di tutti i colori in questi giorni. Quello che è certo è che quanto emerge è un auto sabotaggio interno che non fa bene a nessuno”. Il clima, dentro alla Lega vicentina e nazionale è, insomma, rovente come questi giorni di fine maggio.
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