
Emergenza caldo per 93 milioni di europei con temperature sopra i 35 gradi. Da mercoledì in Francia si sono già registrati circa mille decessi in più rispetto alla norma, lo ha annunciato ieri l'agenzia nazionale per la salute pubblica, avvertendo che
il bilancio effettivo è destinato ad aggravarsi. In Francia sono state annullate le marce pride di Parigi e Lione. In Germania l'afa inghiotte 75 milioni di persone.
La temperatura più alta di sempre in Danimarca, 36,6 gradi a Odense, fotografa un'Europa infuocata con afa e ondate di calore che non danno tregua a 193 milioni di persone: è vera e propria emergenza caldo nel Vecchio Continente dove si attende il picco per domani e si fanno i conti anche con un allarmante studio dell'Economist secondo cui
in 3 giorni le morti potrebbero essere fino a 12mila. L'eccezionale ondata si sta spostando a est verso la Turchia.
In Italia bollino rosso in 18 città. Ma secondo i meteorologi l’eccezionale ondata di calore africano – in molti casi da record – segnerà la fine del mese di giugno, con il picco estremo anche nel nostro Paese dove, tra oggi e domani
il termometro potrà toccare i 40 gradi. Poi si dovrebbe tornare a respirare con la svolta temperata, ed anche maltempo.
Intanto però temperature da record si registrano in Alto Adige: a Bolzano si è avuta la notte di giugno più calda di sempre con il termometro che non è sceso sotto i 25,4 gradi. In Sardegna si toccano punte di 40-41 gradi nelle pianure interne. Si prendono provvedimenti di emergenza come a Genova dove si ferma l'ascensore panoramico del Bigo, una delle principali attrazioni del Porto Antico, privo di aria condizionata, e c'è anche chi annulla concerti, come Loredana Bertè che doveva esibirsi in piazza a Bergamo.
A Modena si sono raggiunti i 29 gradi nelle stanze del reparto di Medicina Interna d'Urgenza dell'ospedale di Baggiovara, segnalano i pazienti mentre Cgil e Uil denunciano “temperature insostenibili nei musei di Firenze”. A Milano sfila regolarmente il pride anche se molti invitano a una riflessione per spostare la data.
Le parole di Fabrizio Pregliasco, direttore della scuola di specializzazione in Igiene e medicina preventiva Università degli Studi di Milano La Statale: “Questa è una vera e propria emergenza sanitaria, che richiede una risposta straordinaria. Quando si superano diffusamente i 40°C e, soprattutto, le temperature notturne restano molto elevate,
il nostro organismo non riesce più a recuperare lo stress termico accumulato durante il giorno. È proprio la persistenza del caldo, più ancora del picco, a determinare l’aumento di ricoveri e decessi, soprattutto tra anziani, persone con malattie croniche, bambini piccoli e lavoratori esposti all’aperto
. Non possiamo limitarci ai bollini rossi e ai consigli di bere di più – ammonisce l'esperto -.
Serve una vera strategia nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici: sorveglianza epidemiologica in tempo reale, protezione attiva delle persone fragili, piani per le città, maggiore resilienza delle strutture sanitarie e assistenza domiciliare rafforzata. Il caldo estremo è ormai una delle principali emergenze sanitarie del nostro tempo e rischia di diventare sempre più frequente.
Continuare a gestirlo come un’emergenza occasionale significa arrivare ogni estate impreparati”.