
Le forze armate Usa hanno condotto attacchi contro una decina di obiettivi iraniani nell'area dello Stretto di Hormuz, in risposta all'attacco iraniano di ieri mattina contro una petroliera commerciale. Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche,
i Pasdaran, ha avvertito che “risponderà con ancora maggiore forza e fermezza” a qualsiasi attacco statunitense. Attacchi iraniani hanno colpito Kuwait e Bahrein. Quest’ultimo ha emanato la massima allerta in tutto il Paese e chiede una riunione urgente al Consiglio di sicurezza Onu.
L'Iran ha attaccato il Bahrein e il Kuwait in risposta alle azioni intraprese dagli Stati Uniti contro il territorio iraniano nelle ore precedenti, in violazione del memorandum d'intesa firmato la scorsa settimana tra i due Paesi. Washington, da parte sua, ha affermato di aver condotto gli attacchi contro l'Iran
in risposta al bombardamento da parte della Repubblica islamica di due navi nello Stretto di Hormuz. Le relazioni tra l'Iran e i paesi del Golfo Persico, in particolare con gli Emirati Arabi Uniti, il Bahrein e il Kuwait, si sono deteriorate dall'inizio del conflitto avviato dagli Stati Uniti e da Israele il 28 febbraio.
La Lega Araba accusa l'Iran di minare la pace in seguito ai nuovi attacchi contro il Bahrein e il Kuwait e ha chiesto la cessazione immediata di tutti gli atti di aggressione iraniani diretti contro gli stati arabi del Golfo che minacciano la sicurezza e la stabilità regionale. Da parte sua, il segretario generale del Consiglio di Cooperazione del Golfo (Ccg), Yassim al-Budawi, ha ribadito il suo sostegno a tutte le misure adottate da entrambi i Paesi per rafforzare la loro sicurezza, preservare la loro sovranità e proteggere la loro popolazione e i loro residenti.
Intanto una folla sterminata si sta radunando per dare l'addio ad Ali Khamenei. Le autorità iraniane prevedono saranno fino a 20 milioni le persone che parteciperanno alle cerimonie per l'ultimo saluto e la sepoltura dell'ayatollah. Inizieranno il 4 luglio a Teheran e Qom le commemorazioni in ricordo di Khamenei, ucciso il 28 febbraio, nel primo giorno di operazioni israeliane e statunitensi contro la Repubblica islamica. L'ayatollah sarà poi sepolto il 9 luglio a Mashad, sua città natale nel nord dell'Iran. In quei giorni nella Repubblica islamica sono attese temperature intorno ai 40 gradi.