Independence day, Trump: “Siamo più ricchi e forti che mai”

Fuochi pirotecnici hanno salutato il discorso di Donald Trump sui 250 anni della Dichiarazione di Indipendenza degli Stati Uniti. 35 minuti di  retorica, autocelebrazione, esaltazione della storia e del presente americano, presentazione di eroi di guerra e simboli del Paese e messaggi agli oppositori interni ed esteri. Un discorso atteso e rinviato di un paio d’ore visto il maltempo che si è abbattuto su Washington e fatto evacuare il National Mall.

“Siamo la migliore nazione del mondo da sempre” ha detto il presidente statunitense ringraziando i 150mila presenti: “È la cosa più folle che si sia mai vista”. “Oggi – ha quindi aggiunto Trump –  il nostro Paese è più ricco, più sicuro e più orgoglioso che mai”. La storica prima bandiera con le 13 stelle, risalente al 1777, è stata l’occasione per un nuovo attacco al “comunismo”: “Da allora il mondo intero ha capito che gli americani non permetteranno mai a nessuno di portarci via la nostra libertà. Non succederà. E tutti questi discorsi dei comunisti non hanno alcuna possibilità. Non vogliamo i comunisti nel nostro Paese. Non ha mai funzionato e non funzionerà mai. Vogliamo fermare una minaccia del genere immediatamente, prima ancora che inizi, è come un cancro. Bisogna stroncarla sul nascere”.

Il leader della Casa Bianca ha rivendicato poi  le presunte vittorie in Venezuela e in Iran: “Li abbiamo annientati. Abbiamo vinto il male, siamo l’impero della libertà”.

Nel corso del discorso, il tycoon ha quindi evocato gli eroi americani, da Davy Crockett ai fratelli Wright, fino ai Marines che combatterono a Iwo Jima, presentando sul palco l’equipaggio della navicella spaziale Artemis II: “Andremo sulla Luna e da lì proseguiremo verso Marte”.