Thierry Parmentier, un mese dopo: “Ha portato bellezza, leggiadria e disciplina”

19 giugno: è passato poco più di un mese da quando, in tale data, Thierry Parmentier, 74 anni, si è spento a seguito di una malattia che lo aveva colpito non molto tempo prima. Un personaggio eclettico, che nelle sue vesti di ballerino, coreografo, insegnate e performer ha lasciato un’impronta indelebile in tutti coloro che lo hanno conosciuto. E non solo per le sue indubbie qualità artistiche e professionali. Ma anche, e forse soprattutto, per la sua umanità. Lo dimostra plasticamente l’antologia di ricordi che la trasmissione di Radio Eco VicentinoParlami di Te” ha voluto riunire in suo omaggio.

“È stata una di quelle amicizie che durano una vita – racconta Antonio Gregolin, giornalista e scrittore -. Ci legavano una quarantina d’anni di amicizia e di lavori fatti assieme. Io e Thierry eravamo, in molti casi, un corpo solo e un’anima sola. Fino alla fine, tra noi è sempre esistita un’intesa di quelle che rendono sufficiente un’occhiata, senza proferir parola, per far scaturire tutte le intuizioni del caso. È qualcosa di molto raro. Possiamo chiamarla empatia”.

“Sono molto fortunata ad averlo incontrato – dice Virna Tagliaro, chinesiologa e counselor olistica -, perché ha disseminato la mia vita di ciò che io chiamo ‘polvere di stelle’. Ha portato non solo bellezza e leggiadria, ma anche disciplina e leggerezza. Libertà profonda e anche senso della ricerca. Questo è ciò che Thierry mi ha lasciato. Al mio matrimonio ha portato in arte la storia mia e di mio marito. Ed ha lasciato una traccia di magia non solo in noi, ma anche in tutti i presenti. Quindi, ciò che posso dire è grazie, semplicemente grazie a Thierry. E grazie alla vita che mi ha dato la possibilità di incontrarlo”.

“Thierry era artista completo, non solo un danzatore – ricorda Stefania Pigato, docente e coreografa di danza contemporanea e classica -. Attraverso il costume, lui sapeva dirti tutto di un personaggio. Se ne vedeva l’interezza. Era molto elegante e originale. E talvolta i suoi costumi erano così ricchi e imponenti che gli dicevo che era meglio tenerli in scena fermi, perché non c’era danzatore che potesse competere con essi. E si vedeva la sua felicità quando si era soddisfatti del suo lavoro”.

“Thierry incarna appieno il senso originale della parola ‘persona’, ovvero ‘maschera’ – sottolinea la danzatrice Laura Chemello -. Perché era un artista poliedrico, dalle mille sfaccettature. Pur conservando, però, una riservatezza emotiva che quasi contrastava con i personaggi che interpretava. Nell’ultima fase della sua vita mi ha davvero commosso. Ciò che non riesco a dimenticare è come, in maniera naturale, abbia accolto la morte. Per lui era un viaggio. Questo descrive l’immensa spiritualità che lo distingueva”.

Per concludere, parola a don Luigi Maistrello, cappellano del carcere di Vicenza. Che di Thierry non è stato solo amico e collaboratore, ma ne ha anche celebrato il funerale. “Aveva la capacità – riferisce – di riuscire a tirar fuori, in modo socratico, la forza di ognuno, portandola sul palco. La sua forza artistica era anche una forza etica. E questo perché riusciva a dare alle persone, soprattutto se venivano dal carcere, un senso di fiducia”.

Addio a Thierry Parmentier, il performer che con il corpo e la creatività generava bellezza

– – – – –
L’Eco Vicentino è su Whatsapp e Telegram.
Iscriviti ai nostri canali per rimanere aggiornato in tempo reale.

Per iscriverti al canale Whatsapp clicca qui.
Per iscriverti al canale Telegram clicca qui.