Morti sul lavoro in Veneto: nel primo semestre 2026 +7,8% rispetto al 2025

“Il bilancio del primo semestre 2026 restituisce un quadro ancora preoccupante. Il Veneto passa dalla zona rossa alla zona arancione, ma rispetto allo stesso periodo del 2025 aumentano sia le vittime sia le denunce di infortunio, mentre l’incidenza resta superiore alla media nazionale. Particolarmente grave rimane il dato dei lavoratori stranieri, che rappresentano quasi il 40% dei decessi. Occorre quindi comprendere dove e perché le misure adottate non riescano ancora a generare un impatto significativo, intervenendo sulle criticità specifiche dei territori e dei comparti produttivi veneti”. Commenta così Mauro Rossato, presidente dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega, i dati dei primi sei mesi dell’anno.
Per individuare le aree più a rischio dell’Italia e del Veneto sul fronte della sicurezza sul lavoro, l’Osservatorio mestrino elabora una mappatura del rischio rispetto all’incidenza di mortalità. La zona arancione, nella quale si colloca il Veneto a fine giugno 2026, raggruppa le regioni con l’incidenza di mortalità sul lavoro al di sopra della media nazionale. Il rischio di infortunio mortale in Veneto (17,7 morti per milione di occupati) risulta ben superiore rispetto alla media del Paese, pari a 14,5. Belluno fa rilevare il dato più preoccupante della regione (indice pari a 22,7) e si colloca in zona rossa insieme a Rovigo (20,8), Venezia (18,5), Padova (18,3) e Vicenza (18,2). In zona arancione troviamo Treviso (17,7), mentre in zona gialla c’è Verona (14,2).
Sono 55 i decessi rilevati (4 in più del 2025), 39 dei quali registrati in occasione di lavoro (3 in più dello scorso anno) e 16 in itinere (1 in più dello scorso anno). Si contano 10 vittime in provincia di Padova, Treviso e Venezia, 9 a Verona, 8 a Vicenza, 5 a Belluno e 3 in provincia di Rovigo. Le denunce di infortunio totali risultano in aumento rispetto al 2025: nel primo semestre dello scorso anno erano 36.202 e ora sono 37.304. La provincia di Verona registra il numero più elevato di denunce totali di infortunio (7.410), seguita da: Padova (7.337), Vicenza (7.017), Treviso (6.569), Venezia (6.391), Belluno (1.507) e Rovigo (1.073).
Sono 12.780 le denunce di infortunio delle donne lavoratrici (10.093 in occasione di lavoro) e 24.524 quelle degli uomini (21.519 in occasione di lavoro). Le denunce dei lavoratori stranieri ammontano a 9.705, delle quali 8.124 si sono verificate in occasione di lavoro. Su 55 lavoratori deceduti in regione, 21 sono vittime straniere (quasi il 40% del totale). Alla fine di giugno 2026 le attività manifatturiere si confermano al primo posto per numero di denunce di infortunio in occasione di lavoro (6.326). Seguono i settori: costruzioni (2.249), commercio (1.932), trasporto e magazzinaggio (1.713) e sanità (1.661).

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