Via libera della Camera all’attivazione delle clausole di salvaguardia. Giorgetti: “Chiederemo il massimo per la sicurezza energetica”

La Camera, con 181 sì, 126 contrari e 12 astenuti, approva la risoluzione di maggioranza sulle comunicazioni del ministro dell'economia Giancarlo Giorgetti sulla richiesta di attivazione delle clausole di salvaguardia, dopo la riformulazione proposta. “Noi sicuramente chiederemo tutto il massimo consentito per la sicurezza energetica, cioè lo 0,3% più 0,3%, uguale 0,6%. Sulla parte difesa invece non prenderemo il massimo e ci fermeremo a 0,9%”, ha detto il ministro prima del voto.

Giorgetti ha ricordato che la clausola originaria prevedeva l'1,5% annuo per la difesa e che la novità consiste nella possibilità di destinare fino allo 0,6% di quella quota alla sicurezza energetica.  Secondo poi il ministro dell’Economia, la Commissione europea valuterà la richiesta italiana nel mese di settembre e potrà raccomandarne l'approvazione al Consiglio, che dovrebbe formalizzare il via libera nella riunione dell'Ecofin di ottobre. A quel punto il governo procederà al ricorso alla procedura prevista dalla legge per definire il cosiddetto scostamento di bilancio, indicando l'entità delle clausole utilizzate e la destinazione delle relative risorse.

Giorgetti ha poi chiarito che il piano dovrà essere definito tenendo conto dei vincoli di finanza pubblica e dell'evoluzione della procedura per deficit eccessivo. “Se la procedura non dovesse essere chiusa in anticipo – spiega – un deficit superiore al 3% negli anni successivi comporterebbe la permanenza dell'Italia nella procedura europea, anche nel caso in cui lo sforamento fosse dovuto esclusivamente a spese ammissibili nell'ambito della clausola di salvaguardia nazionale”.


Torna intanto il cappio in Aula alla Camera, a oltre 30 anni dalla prima apparizione.
A portarlo è stato il deputato di Futuro Nazionale con Vannacci, ed ex Lega, Edoardo Ziello, intervenendo in dichiarazione di voto sulle comunicazioni del ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti sulla procedura di attivazione della clausola di salvaguardia nazionale. “Con l'attivazione della clausola di salvaguardia state mettendo un pericoloso cappio al collo dell'Italia. Dovete fermarvi finché siete tempo” chiede Ziello, con i suoi colleghi di gruppo che mostrano cartelli “No SAFE” con la “e” rappresentata come il simbolo dell'euro. “Fondi che il governo – sottolinea Ziello – attiverà con buona pace di alcuni partiti di maggioranza che continuano a truffare gli italiani dicendo di essere contrari al ricorso ai fondi Safe”.

Era il 16 marzo 1993 quando proprio la Lega Nord si presentò in Parlamento con un cappio, agitato dal deputato Luca Leoni Orsenigo, per chiedere massima severità nei confronti dei politici coinvolti in Tangentopoli.