Vandalismi, scatta la cura obbligatoria. Squarzon: “Servono strutture statali”

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E’ stato firmato dal medico il provvedimento di cura obbligatoria per il responsabile degli atti vandalici avvenuti nei giorni scorsi e Monte di Malo e a breve l’uomo sarà curato. Si tratta di un rifugiato politico che facendo perdere le sue tracce nelle scorse settimane era di fatto uscito dal programma di protezione. Una situazione delicata, un soggetto che necessita di cure e le rifiuta, ma che di fatto ha creato problemi alla comunità che ha chiesto un decisivo intervento da parte dell’amministrazione.

E se in un primo momento il sindaco di Monte di Malo Mosè Squarzon aveva dichiarato di aver cercato, senza trovarlo, un medico della Ulss che firmasse il provvedimento che impone la cura medica, alla fine il primo cittadino ha ottenuto quanto necessario rivolgendosi direttamente agli enti superiori, evidenziando un problema sociale che colpisce tutta Italia e per il quale non viene data una risposta.

“Ci troviamo su un fronte totalmente privo di protezione – ha commentato rammaricato Squarzon – Sono troppi i fatti di cronaca nera commessi da persone squilibrate, italiani e non italiani. Mancano strutture statali adeguate a gestire questi problemi e il peso viene scaricato interamente sui Comuni, abbandonando queste persone in strada”.

A Monte di Malo i fatti erano cominciati l’altro pomeriggio con la segnalazione di due ragazzi intenti a compiere atti vandalici. Verso le 23 è emerso che le forze dell’ordine avevano fermato un uomo, dovendo poi rilasciarlo. Un ex richiedente asilo, precedentemente ospitato in una struttura d’accoglienza e poi trasferito a Cornedo Vicentino, da dove ha fatto perdere le proprie tracce uscendo dal programma di protezione. L’uomo, noto alle forze dell’ordine per precedenti episodi di resistenza a pubblico ufficiale, vagava sul territorio senza fissa dimora. Sua la responsabilità di danneggiamento del monumento ai caduti e la demolizione di due totem informativi, intrusione in almeno tre abitazioni private, tra cui la casa di un’anziana, strani riti spirituali ed esoterici con immagini della Madonna, occupazione abusiva dei bagni della canonica di Priabona, dove si accampava.

La situazione ha subito messo in luce un preoccupante blocco burocratico. Inizialmente, l’Ulss non aveva accettato di firmare l’Aso (Accertamento Sanitario Obbligatorio), nemmeno davanti agli interventi congiunti della Polizia Locale e dei Carabinieri. Inoltre, non avendo l’uomo una residenza ufficiale, mancava il medico di base preposto a richiedere il trattamento sanitario, rendendo impossibile per il sindaco firmare l’ordinanza nell’immediato.

Mosè Squarzon, vedendosi incapace di ottenere un risultato concreto nonostante in prima persona avesse provato a parlare con il giovane uomo, ha deciso di declinare la responsabilità del Comune di fronte agli enti superiori ai quali con tono deciso ha chiesto di intervenire, segnalando “Un grave pericolo per l’ordine, la sicurezza pubblica e l’incolumità dei cittadini, nonché danneggiamento del patrimonio pubblico. Richiesta di immediata presa in carico coattiva e adozione di provvedimenti di competenza nei confronti della persona indicata”.

Secondo il sindaco di Monte di Malo lo Stato e il governo dovrebbero prendere in mano la situazione in modo deciso e dare risposte: “Dobbiamo dare strumenti e mezzi concreti alle forze dell’ordine e ai Comuni. Certe strutture di contenimento e cura devono essere ripristinate. La libertà individuale è un diritto, ma la libertà del singolo finisce nel momento in cui entra in conflitto con la sicurezza e la libertà degli altri”.

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