L’estate torrida non ha piegato l’alpeggio: Caltrano ringrazia i suoi malgari

Il giro delle malghe per salutare i malgari, presidio reale del territorio di Caltrano e per ringraziarli del loro lavoro, fondamentale affinché pascolo, boschi e terreni non vengano abbandonati a loro stessi. Un appuntamento che in questa torrida ha assunto un senso ancora più profondo, vista la difficoltà che hanno avuto i malgari ad affrontare la stagione che ha visto pascoli bruciati già a luglio e pozze d’alpeggio prosciugate.

Tanta quindi la voglia di rinnovare un rito che affonda le sue radici nell’anima della comunità di Caltrano e che sabato 29 agosto ha visto l’amministrazione comunale è salire in quota per rinnovare la tradizione del giro delle malghe, un cammino di gratitudine che dal 1948 unisce il paese ai custodi della sua montagna. Un gesto di vicinanza profondo e sincero per dire grazie a chi, con sacrificio e incrollabile dedizione, da maggio a fine settembre custodisce un territorio fragile fatto di prati, boschi e pascoli aridi che altrimenti cadrebbero nel buio dell’abbandono.

Alla fine di questa estate che ha visto i malgari salire e scendere dalle malghe caricando acqua da valle, o costretti a spostare le bestie per non farle morire di fame e di sete, la tradizione ha avuto un valore ancora più importante. Il giro delle malghe” è stato guidato dal sindaco Alberto Dal Santo e da Girolamo Zenari, consigliere con delega al patrimonio montano, boschivo e responsabile delle malghe, alla presenza del vice questore di Vicenza Giuseppe Annicchiarico che ha voluto gustarsi l’iniziativa per condividere e apprezzare la tipicità del territorio.

La camminata ha preso il via dal Bar Alpino. “Le malghe sono fondamentali per l’economia di Caltrano e fondamentali per la cura del territorio che ha vaste zone di prato, pascolo povero e bosco che altrimenti rimarrebbe abbandonato a sé stesso – ha spiegato il sindaco Alberto Dal Santo rivolgendo un ringraziamento ai ragazzi del GAM – Volontari che danno tantissima disponibilità per lavori di manutenzione che faremmo fatica a portare a termine senza la loro collaborazione”.

Il lavoro dei malgari è fondamentale per l’intera economia della montagna. Un lavoro non semplice, messo alla dura prova non solo dal fattore naturale, con il meteo imprevedibile e le estati sempre più calde, ma anche dalla normativa internazionale. “L’Unione Europea ha tagliato del 30% il contributo alle malghe – ha spiegato Dal Santo – Le nostre aziende hanno bisogno di utili per andare avanti. Fanno grossi investimenti in pianura per il benessere animale pertanto va in malga chi ha vantaggi da un punto di vista economico e questo lavoro va valorizzato”.

Se a Caltrano quest’anno le malghe lavorano tutte, in gergo “sono tutte cariche”, arrivare a questo risultato non è semplice. “Un tempo a Caltrano c’era la fila dei malgari che arrivavano con le buste per fare le offerte per prendere in gestione le malghe – ha spiegato il primo cittadino – Ora dobbiamo cercarli noi. C’è anche il grande problema della mancanza di personale, che rende estremamente difficile la gestione di una malga e tutto il lavoro che comporta”.

Tra le stalle e le malghe cariche di storia, l’incontro con i malgari ha restituito la fotografia vivida di un’annata drammatica, che non ha comunque tolto loro la voglia di lavorare e li ha spinti a fare sacrifici per riuscire a portare l’acqua alle loro bestie o per spostarle in altri pascoli per poi andare a prendere il latte e tornare a lavorarlo in malga. “Dobbiamo ripensare alla montagna a causa del cambiamento delle stagioni”, ha spiegato Davide Nicoli, malgaro storico e gestore di Malga Serona.

Anche secondo Elisabetta Gobbo, che gestisce con il compagno Malga Foraoro, il cambiamento climatico ha creato grossi problemi in questa estate torrida: “Il pascolo era rosso e bruciato già a luglio – ha evidenziato – Le pozze sono prosciugate in fretta, ma nonostante questo arriveremo a fine stagione”.
Massimo Bertoldo, gestore di Malga Cariola e Malga Sunio. Ha spiegato come “la stagione siccitosa abbia reso il lavoro particolarmente difficile”.

Nonostante una stagione tra le più ardue di sempre, tutte le malghe di Caltrano sono risultate cariche anche quest’anno, testimoniando la tenacia e la resilienza dei loro custodi. La giornata di sabato si è chiusa con il rinnovato impegno della comunità nel sostenere questi presidi montani e con l’auspicio del sindaco Alberto Dal Santo affinché le azioni e i gesti compiuti oggi da amministratori e malgari continuino a essere orientati alla tutela del territorio e al futuro delle nuove generazioni.

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