Addio a Giuseppe Ramonda: “Volto di una stagione di sviluppo economico”

Si è spento a 87 anni a Montecchio Maggiore Giuseppe Ramonda, che con le sorelle Maria e Ginetta fondò l’attuale catena commerciale “Sorelle Ramonda”. Un nome che è diventato un simbolo per il vicentino e che solo 2 anni fa aveva festeggiato i 70 anni di attività.
1200 dipendenti, 50 punti vendita, Sorelle Ramonda è stata imprenditoria commerciale all’avanguardia quando nacque, nel pieno boom commerciale, capace di attirare clienti da fuori provincia per poi crescere fino all’attuale dimensione.
Profondo cordoglio per la scomparsa del Cavaliere Ramonda è stato espresso dall’amministrazione comunale di Montecchio Maggiore: “Dopo l’iniziatore Pietro Ceccato, Beppe Ramonda con le sorelle Maria e Ginetta ha creato il negozio Sorelle Ramonda ad Alte Ceccato, rendendo note ovunque la frazione e la città di Montecchio Maggiore e non guardando solo al profitto, ma al territorio, ai dipendenti e ai loro famigliari e al tessuto sportivo e culturale del territorio – ha dichiarato il sindaco di Montecchio Maggiore Silvio Parise –. Lo ricordo come una persona disponibile e rispettosa verso le istituzioni. Con le sorelle Maria e Ginetta ha veramente dato lustro alla nostra città”.
“Beppe Ramonda, assieme alle sorelle, è stato un gigante delle attività commerciali a Montecchio Maggiore – ha affermato il vicesindaco e assessore alle Attività produttive Gianfranco Trapula –. È stato una guida per tanti montecchiani e per tante giovani generazioni che hanno trovato occupazione nella sua azienda. Sorelle Ramonda rimarrà, anche dopo la sua scomparsa, un marchio indelebile di Montecchio Maggiore”.
“La scomparsa del Cavaliere Giuseppe Ramonda lascia un grande vuoto nel mondo dell’impresa veneta e, prima ancora, nella nostra comunità – ha dichiarato Alberto Stefani, presidente della regione del Veneto – Ho avuto il piacere di conoscerlo personalmente e di apprezzarne non soltanto le straordinarie qualità imprenditoriali, ma soprattutto quelle umane. Era una persona squisita, curiosa, sempre interessata a ciò che accadeva intorno a lui e, in particolare, molto attenta ai giovani, alle loro idee, alle loro energie e alle opportunità che una comunità deve saper offrire alle nuove generazioni – ha continuato – Giuseppe Ramonda è stato uno straordinario imprenditore veneto.
Insieme a Maria e Ginetta ha saputo trasformare una storia familiare, nata dal lavoro e dal sacrificio, in una realtà conosciuta ben oltre i confini della nostra regione, senza mai perdere il legame con la propria terra. La sua vicenda racconta il Veneto migliore: quello che sa rimboccarsi le maniche, avere coraggio, innovare e costruire, generazione dopo generazione. Una storia fatta di intuizione e capacità, ma soprattutto di lavoro, responsabilità e appartenenza. Ramonda ha incarnato una concezione dell’impresa profondamente radicata nella nostra cultura: un’attività economica che non significa soltanto crescita e occupazione, ma anche responsabilità verso il territorio e verso le persone. E al centro di questa storia c’è sempre stata la famiglia, fondamento di una vicenda imprenditoriale diventata parte della storia del nostro Veneto.
Oggi perdiamo una figura che ha rappresentato un’intera stagione dello sviluppo economico e sociale della nostra terra. Ma ciò che ha costruito, insieme agli insegnamenti che ha saputo trasmettere, continuerà a vivere nella sua famiglia, nell’azienda e nelle tante persone che hanno avuto la fortuna di incontrarlo – ha concluso Stefani – Alla sua famiglia, ai suoi cari, ai collaboratori e a tutta la comunità di Sorelle Ramonda rivolgo, a nome mio personale e della Regione del Veneto, le più sincere e sentite condoglianze. Ciao, Giuseppe. È stato un privilegio conoscerti. Il Veneto ti deve molto e non ti dimenticherà”.
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