E’ morta Emma Bonino, la pasionaria delle battaglie dei radicali e per l’Europa

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È morta in una clinica privata di Roma la politica e leader di Più Europa Emma Bonino. Malata di tumore ai polmoni da anni, da cinque giorni era ricoverata in gravi condizioni. Aveva 78 anni. E’ stata ministro e commissario Ue, per decenni combattè con Marco Pannella e i radicali importanti battaglie per i diritti, in particoalre quelli delle donne, e lavorò al grande sogno degli Stati Uniti d’Europa.

Proprio ieri era uscita dalla terapia intensiva ed era stata trasferita nella nuova struttura, come deciso dal suo medico curante e i sanitari dell’ospedale romano dove era arrivata in gravi condizioni il 7 settembre.

Il ricordo di Più Europa

Questo quanto scritto sui social del suo partito, Più Europa.
“Emma ci ha lasciati ma non ci lascerà mai. Oggi non ci lascia soltanto la nostra leader, ci lascia una delle protagoniste più lucide, coraggiose e libere della storia politica del nostro Paese e del mondo libero. 
Emma fu ‘scelta dalla politica radicale’ quando un divieto cambiò la sua giovane vita.
E da quel momento decise che avrebbe lottato affinché non potesse capitare mai più a nessuna.
Attivista, parlamentare, ministra, commissaria europea. Sempre radicalmente libera.
La sua vita è stata una lunga lotta contro tutto ciò che nega le libertà: contro l’aborto clandestino, contro la fame nel mondo, contro la partitocrazia, contro l’infibulazione, contro il giustizialismo, contro i genocidi, contro ogni forma di autoritarismo.
Ma ancora più numerose sono state le sue battaglie per:
per la democrazia, per lo Stato di diritto, per la giustizia internazionale, per i diritti e i doveri di ogni persona e ogni famiglia, per l’autodeterminazione delle donne, per la libertà di scegliere, fino alla fine.
E per l’Europa unita, democratica e federale: gli Stati Uniti d’Europa.
È questo il suo testamento: non è importante quante volte occorra perdere prima di riuscire a vincere e conquistare una libertà per tutti.
Non ci sono parole per descrivere il dolore e il vuoto che proviamo oggi.
Da domani proveremo a trovare le parole giuste per trasformare la gratitudine che proviamo per aver potuto lottare al suo fianco nel coraggio di continuare a batterci come ci ha insegnato.
Grazie Emma, dal profondo del cuore”.
Zaia: “Donna di straordinaria intelligenza

“Con Emma Bonino scompare una donna di straordinaria intelligenza e una protagonista della vita politica italiana ed europea. Una personalità forte, libera, capace di portare avanti le proprie idee con passione e coerenza fino alla fine, anche quando significava assumere posizioni difficili, controcorrente o scomode. Senza mai perdere, però, la capacità di ascoltare, di confrontarsi e di mantenere aperto il dialogo anche con chi la pensava diversamente”. Lo afferma il presidente del Consiglio regionale del Veneto, Luca Zaia, esprimendo il proprio cordoglio per la scomparsa di Emma Bonino.

“Ho avuto modo di incontrarla e frequentarla in diverse occasioni – aggiunge Zaia – e ne ho sempre apprezzato l’intelligenza, l’acutezza e la profondità. Di lei ricordo le tante parole, sempre pesate e mai banali, ma anche i silenzi: quei momenti nei quali preferiva ascoltare, osservare e attendere prima di formarsi un’opinione. Era il segno di una curiosità autentica e di un modo non superficiale di guardare alle persone e alle cose. Emma Bonino ha attraversato decenni di storia italiana senza rinunciare alla propria identità e alle proprie battaglie, ma senza trasformare la fermezza delle convinzioni in incapacità di dialogo. È forse questa una delle lezioni più importanti che lascia alla politica di oggi: si può essere determinati, si possono sostenere idee nette e persino divisive, senza considerare chi la pensa diversamente un nemico”.

“Credo che la sua storia – prosegue Zaia – meriti di essere ricordata e raccontata soprattutto ai giovani e alle giovani donne. Perché testimonia che la politica può essere passione civile, studio, coraggio delle proprie idee, confronto e stile. Si può essere protagonisti senza cercare scorciatoie, si può dissentire senza perdere il rispetto dell’interlocutore, si può difendere per una vita ciò in cui si crede continuando ad ascoltare gli altri. È un’eredità che va ben oltre le singole appartenenze politiche. Alla sua famiglia, alle persone che le sono state vicine e a quanti hanno condiviso con lei una vita di impegno pubblico rivolgo, a nome mio e dell’intero Consiglio regionale del Veneto, le più sentite condoglianze”.