al posto della Geostoria unica, mentre l'intelligenza artificiale entra ufficialmente nei programmi di educazione civica, con un focus su protezione dei dati e uso responsabile della tecnologia. Alle medie fa capolino il latino come materia facoltativa di potenziamento, dopo anni di assenza.
Nella scuola primaria, tra le principali novità c'è il debutto di un rinnovato programma di italiano. Sarà garantita maggiore rilevanza a poesie a memoria, che “rafforzano l’attenzione e arricchiscono il linguaggio”, evidenzia il ministero dell'Istruzione, e anche a
riassunti, scrittura in corsivo, grammatica e sintassi. Secondo le nuove indicazioni del governo, sempre nell'ottica di potenziare le competenze tecnologiche degli alunni italiani, lo
studio dell'informatica sarà garantito fin dalla scuola primaria. Il governo spinge anche sulla lingua
inglese, già dalla primaria: suggerisce alle scuole di inserire la lingua straniera in attività ludiche e quotidiane, con un “approccio immersivo”. Novità anche per quanto riguarda
l’educazione musicale di base, che verrà introdotta fin dalla scuola dell’infanzia attraverso la pratica vocale, corale e strumentale, l'ascolto attivo e l'interazione con i musicisti.
Parte inoltre “AscoltaMI”, un programma di sostegno psicologico per gli studenti dell'ultimo anno delle medie e dei primi due delle superiori, con voucher per colloqui individuali gestiti tramite la piattaforma Unica. Debutta infine la riforma degli istituti tecnici, con nuovi indirizzi legati alla filiera tecnologica.
Il 21 settembre il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, insieme al ministro dell'Istruzione e del merito Giuseppe Valditara, inaugurerà l'anno scolastico 2026/2027 ad Amatrice, nell'Istituto “Sergio Marchionne” di San Cipriano, proprio nel decimo anniversario del terremoto del 24 agosto 2016 che devastò Amatrice, Accumoli e Arquata del Tronto. La scelta della presidenza della Repubblica, condivisa con il ministero, è stata definita una decisione “profondamente simbolica”, con la scuola indicata come primo cantiere di ricostruzione civile di un territorio che oggi conta circa 1.200 residenti, meno della metà di quelli che vivevano ad Amatrice prima del sisma.