Oltre 2 milioni di studenti oggi tornano a scuola. Le nuove regole: dall’AI al voto in condotta

La maggior parte degli studenti italiani oggi rientra in classe: la campanella suona così per circa 2,3 milioni di alunni in sette regioni, tra cui Piemonte, Lombardia, Liguria e Marche. Ultima a chiudere il cerchio, come ogni anno, la Puglia, dove le lezioni iniziano il 17 settembre – dieci giorni dopo Bolzano.

 
Sul fronte delle chiusure, il calendario è più uniforme: le vacanze di Natale andranno dal 23 o 24 dicembre al 6 gennaio 2027, con l'eccezione della Sicilia dove si prolungano fino al 7 gennaio, mentre quelle di Pasqua cadranno per la maggior parte delle regioni dal 25 al 30 marzo 2027, con la sola provincia di Trento che recupera un giorno in più. A definire questa geografia frammentata è il DPR 275/1999 sull'autonomia scolastica, che attribuisce alle Regioni la competenza di fissare il calendario e ai singoli istituti la facoltà di piccoli adattamenti, nel rispetto del monte ore annuale obbligatorio.

Le nuove regole. Resta confermato il divieto di uso del cellulare durante l'intera giornata scolastica, esteso ormai anche alle superiori: lo smartphone deve restare spento o riposto per tutto l'orario scolastico, comprese le lezioni e gli intervalli, salvo deroghe per disabilità o DSA. Il divieto colpisce l'uso, non il possesso del telefono.

Il voto in condotta. Si irrigidisce ulteriormente anche la valutazione del comportamento: con la riforma un 5 in condotta comporta la bocciatura automatica, mentre un 6 espone al rischio di un debito formativo da recuperare con un elaborato di educazione civica. Cambia anche la natura delle sospensioni disciplinari, che non prevedono più l'allontanamento puro da scuola ma percorsi educativi e di riparazione del danno.

Sul piano didattico, tornano nei licei le materie di storia e geografia separate al posto della Geostoria unica, mentre l'intelligenza artificiale entra ufficialmente nei programmi di educazione civica, con un focus su protezione dei dati e uso responsabile della tecnologia. Alle medie fa capolino il latino come materia facoltativa di potenziamento, dopo anni di assenza.

 
Nella scuola primaria, tra le principali novità c'è il debutto di un rinnovato programma di italiano. Sarà garantita maggiore rilevanza a poesie a memoria, che “rafforzano l’attenzione e arricchiscono il linguaggio”, evidenzia il ministero dell'Istruzione, e anche a riassunti, scrittura in corsivo, grammatica e sintassi. Secondo le nuove indicazioni del governo, sempre nell'ottica di potenziare le competenze tecnologiche degli alunni italiani, lo studio dell'informatica sarà garantito fin dalla scuola primaria. Il governo spinge anche sulla lingua inglese, già dalla primaria: suggerisce alle scuole di inserire la lingua straniera in attività ludiche e quotidiane, con un “approccio immersivo”. Novità anche per quanto riguarda l’educazione musicale di base, che verrà introdotta fin dalla scuola dell’infanzia attraverso la pratica vocale, corale e strumentale, l'ascolto attivo e l'interazione con i musicisti.

 
Parte inoltre “AscoltaMI”, un programma di sostegno psicologico per gli studenti dell'ultimo anno delle medie e dei primi due delle superiori, con voucher per colloqui individuali gestiti tramite la piattaforma Unica. Debutta infine la riforma degli istituti tecnici, con nuovi indirizzi legati alla filiera tecnologica.

Il 21 settembre il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, insieme al ministro dell'Istruzione e del merito Giuseppe Valditara, inaugurerà l'anno scolastico 2026/2027 ad Amatrice, nell'Istituto “Sergio Marchionne” di San Cipriano, proprio nel decimo anniversario del terremoto del 24 agosto 2016 che devastò Amatrice, Accumoli e Arquata del Tronto. La scelta della presidenza della Repubblica, condivisa con il ministero, è stata definita una decisione “profondamente simbolica”, con la scuola indicata come primo cantiere di ricostruzione civile di un territorio che oggi conta circa 1.200 residenti, meno della metà di quelli che vivevano ad Amatrice prima del sisma.