Spettacolando – Madame spacca di brutto e si prende la città

Ci sono concerti che sono cronaca di una tournée e altri che raccontano un mondo diverso. Il ritorno di Madame a Vicenza appartiene alla seconda categoria.
Il 2 settembre il centro della città diventa il regno di Madame Tour Estate 2026 che trasforma il palco nell’universo di Disincanto. Non è una tappa promozionale di Francesca Calearo, nata a Creazzo nel 2002: è il ritorno da star.
Ancora prima di cominciare a cantare urla al pubblico: “Come si intitola il nuovo album?”. Lo chiede tre volte e le ritornano indietro tre boati. “Ehi raga, a Pescara si sentivano di più!”. E Piazza dei Signori esplode.
Il dovere di cronaca impone di scrivere che è il terzo album in studio della giovane artista, esplosa con forza dirompente con Sciccherie e poi consacrata dal Festival di Sanremo con Voce e Il bene nel male. Esordi dominati dall’urgenza di affermare una voce, una voce che oggi sembra interessata a interrogarsi.
Detta così sembra il percorso pacato di un’artista che è cresciuta etc etc.la maturità musicale, dei testi…la nuova prospettiva…bla bla bla. Niente di tutto questo perché Madame spacca di brutto, ancora e più di prima. Solo che adesso lo fa con più ironia, con la consapevolezza dei grandi che sanno di non sapere e vanno avanti per la loro strada osservando, chiedendo, confrontandosi, ma vanno diritto in piena accelerazione. Non è la rotaia di chi viaggia coi paraocchi, è il binario di chi E’ il treno, e quel binario se l’è costruito su misura. Ed ora è suo. Ed è fichissimo!
Sul palco sembra Madonna; si mangia ogni centimetro, si muove come una padrona non di casa, non della piazza, ma della città intera: e non perché è di Vicenza. Madame non ha bisogno delle confort zone, anzi, forse l’essere lì la contiene e la imbarazza persino un po’, ma sono dettagli che poco importano perché Lei è la Regina, la padrona di tutto: e con quel tutto sa perfettamente cosa farci.
Dialoga continuamente col pubblico ma non è abuso di potere né delirio di onnipotenza, è solo un atteggiamento che ha uno scopo preciso: divertiamoci essendo noi stessi.
Poi. Che in un contesto come questo le ragazze che amano altre ragazze possono tenersi per mano e baciarsi con passione non è un dettaglio (almeno in questa città). E’ la conquista di un pezzo di libertà in una serena notte di mezza estate, con la luna, un pubblico che pulsa vita, e una regina incontrastata che ti rimanda energia moltiplicata per dieci!
La scenografia è quella giusta; accompagna la festa, le parole, la gente che balla. L’impianto è top. Se guardi in alto le statue della Basilica ti guardano in faccia. E’ tutto perfetto in una sera che sancisce la storia musicale di una che nel mondo della musica sta già dettando le regole e lo farà a lungo: sei davvero una grande Madame!
Paolo Tedeschi
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