Il gusto dell’inclusione è…il Piacere. E la gelateria diventa laboratorio di futuro

C’è un ingrediente che non compare nelle ricette, ma che può cambiare il sapore di un’intera comunità. È l’inclusione. Ed è proprio questo l’ingrediente speciale che caratterizza la gelateria Il Piacere di Schio, storica attività della città che sabato scorso ha celebrato ufficialmente il suo nuovo corso sotto la gestione della Cooperativa Sociale Cogita.
Un’inaugurazione molto attesa, che ha rappresentato ben più di un semplice passaggio di consegne. Una vera e propria presentazione pubblica di un progetto che unisce qualità artigianale, impresa sociale e opportunità concrete per persone fragili e con disabilità. Un progetto che guarda al lavoro non soltanto come fonte di reddito, ma come strumento di crescita, dignità e autonomia. La sfida era delicata. Il Piacere non è infatti una realtà qualsiasi. In vent’anni di attività ha costruito una reputazione fatta di attenzione alle materie prime, cura delle lavorazioni e rapporto autentico con i clienti. Un patrimonio che Cogita ha deciso di custodire e valorizzare.
La cooperativa è subentrata nella gestione il primo maggio scorso, avviando un periodo di affiancamento fondamentale. I fondatori, Franco e Alison, sono infatti rimasti all’interno dell’attività come dipendenti della cooperativa e continueranno a esserlo fino alla prossima estate, accompagnando il passaggio di testimone con generosità e competenza. Il loro ruolo sarà quello di trasmettere conoscenze, tecniche e quel patrimonio di relazioni costruito giorno dopo giorno con i clienti, affinché la gelateria possa continuare a offrire gli stessi elevati standard di qualità che l’hanno resa un punto di riferimento per il territorio.
E se la tradizione resta intatta, la vera novità è rappresentata dalla missione sociale che Cogita ha deciso di affiancare all’attività commerciale. Da questa estate, infatti, la gelateria è diventata luogo di inserimento lavorativo per persone fragili. Non semplici esperienze di volontariato o percorsi temporanei, ma opportunità vere e durature, con un regolare contratto di lavoro, uno stipendio e la possibilità di costruire un percorso di crescita personale e professionale. L’obiettivo è ambizioso: formare lavoratori in grado, nel tempo, di acquisire competenze spendibili anche in altre realtà produttive del territorio.

È una filosofia che richiama esperienze virtuose già note in Italia, come quella di PizzAut, e che si fonda sulla convinzione che il lavoro sia uno dei più potenti strumenti di inclusione sociale. Guadagnare autonomia economica significa infatti conquistare fiducia in sé stessi, relazioni, responsabilità e prospettive di vita nuove. Per Cogita non si tratta di una prima esperienza. La cooperativa, da anni impegnata nella promozione dell’inclusione sociale e lavorativa, ha già sviluppato percorsi analoghi attraverso la gestione della libreria Ubik e di Inkiosco, all’interno del Parco Inclusivo di Magrè. Realtà nelle quali il lavoro viene costantemente adattato alle caratteristiche delle persone coinvolte, valorizzandone capacità e talenti senza ignorarne fragilità e limiti.
È proprio questo l’approccio che distingue i progetti di inclusione di qualità: non chiedere alle persone di adattarsi forzatamente al lavoro, ma costruire il lavoro attorno alle persone. Una sfida complessa che richiede attenzione, flessibilità e una profonda fiducia nelle potenzialità di ciascuno. La gelateria rappresenta quindi un nuovo tassello di una visione più ampia. Cogita sta infatti lavorando anche per aumentare le opportunità occupazionali attraverso collaborazioni con aziende del territorio e formule come il distacco lavorativo, con l’obiettivo di creare una rete sempre più estesa di inserimenti professionali. Una risposta concreta anche alle esigenze delle numerose attività commerciali e della ristorazione che faticano a reperire personale qualificato. Formare persone fragili e accompagnarle verso una crescente autonomia significa quindi generare un beneficio doppio: per chi trova un’opportunità di crescita e per le imprese che possono contare su nuove risorse competenti e motivate.

Nel percorso che ha portato alla nascita di questo progetto, Cogita ha guardato anche alle esperienze che da anni operano con successo nel Vicentino. Tra queste, il Sanga-Bar di Thiene, realtà che ha saputo dimostrare come inclusione e sostenibilità possano procedere insieme. Durante l’inaugurazione – a cui ha preso parte anche la sindaca Cristina Marigo – particolarmente significativo è stato il ringraziamento rivolto da Matteo Turcato, presidente della cooperativa, a Marta Rigo per la disponibilità nel condividere l’esperienza maturata negli anni: “Le nostre realtà sono accomunate da tanto coraggio – ha sottolineato Turcato con emozione – perchè questi progetti non hanno soltanto una dimensione imprenditoriale, ma una forte finalità sociale. Un coraggio che nasce dalla volontà di compiere scelte consapevoli e che può contribuire a cambiare concretamente il futuro delle persone e della comunità”.
Alla fine, però, il significato più profondo di questa iniziativa si coglie osservando ciò che accade dietro il bancone. Un cono gelato o una coppetta rimangono prodotti da gustare, certo. Ma diventano anche il simbolo di una fiducia accordata, di una competenza costruita giorno dopo giorno, di una persona che scopre di poter fare, imparare e contribuire. In un tempo in cui spesso si parla di inclusione in termini teorici, Il Piacere sceglie la strada più difficile e più autentica: trasformare i principi in opportunità concrete. E forse è proprio questo il sapore che resterà più a lungo nel cuore di chi entrerà in quella gelateria. Un sapore che sa di lavoro, dignità e futuro.
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