Servizi sociali, svolta nell’Ovest Vicentino: Arzignano capofila dell’Ambito

Arzignano capofila di 22 Comuni dei Servizi Sociali del territorio. Un passaggio decisivo verso una nuova organizzazione dei servizi sociali dell’intero territorio, con il Comitato dei Sindaci dell’Ambito Territoriale Sociale che ha individuato la natura giuridica del nuovo ente che sarà chiamato a gestire in forma associata i servizi sociali.
La scelta è ricaduta sulla costituzione di una Azienda Speciale Consortile non economica, un modello interamente pubblico che consentirà ai Comuni dell’Ambito di rafforzare la gestione condivisa dei servizi, mantenendo al centro le esigenze delle persone, delle famiglie e delle fasce più fragili della popolazione.
Il Comune di Arzignano, in qualità di ente capofila di 22 Comuni, avrà un ruolo centrale nel percorso di transizione verso il nuovo assetto organizzativo. L’obiettivo è costruire una struttura unica e coordinata, capace di rendere più efficiente la programmazione e l’erogazione dei servizi sociali sul territorio, garantendo standard omogenei e una maggiore capacità di risposta indipendentemente dalle dimensioni dei singoli Comuni.
“La scelta dei 22 Comuni segna l’inizio di una nuova era per i servizi sociali del nostro territorio – dichiara il sindaco di Arzignano Riccardo Masiero –. Non si tratta di un semplice passaggio burocratico, ma di uno strumento che può accelerare e migliorare le risposte concrete ai cittadini. Gestire insieme i servizi significa garantire a tutti la stessa elevata qualità, da Arzignano fino al Comune più piccolo dell’Ambito”.
“Guardiamo al futuro con grande fiducia – prosegue Masiero –. Stiamo costruendo una rete di protezione sociale moderna ed efficiente, una vera casa comune dei servizi, nella quale ogni risorsa potrà essere utilizzata e reinvestita per il benessere della comunità. L’obiettivo è rendere il welfare sempre più vicino alle persone, più semplice da raggiungere e più capace di intercettare i bisogni”.
La nuova Azienda Speciale Consortile non economica rappresenta quindi il passo organizzativo attraverso il quale i 22 Comuni intendono consolidare una visione comune delle politiche sociali, superando la frammentazione e rafforzando la collaborazione tra amministrazioni. Un modello condiviso che punta a migliorare l’efficienza, la continuità e la qualità dei servizi, mantenendo la gestione saldamente pubblica e orientando le risorse verso le esigenze concrete del territorio.
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