Nations League: al Dall’Ara Italia-Turchia. Mancini cambia ancora formazione

Dunque la formazione turca potrebbe arrivare al Dall’Ara con il coltello tra i denti e Mancini ha più volte ribadito che nonostante la vittoria dell’andata per 4-1, questa sera la partita non va sottovalutata.
Ieri in conferenza stampa Mancini ha parlato anche di formazione. Senza Moise Kean, che ha lasciato il ritiro a causa degli acciacchi che non è riuscito a risolvere, Mancini ha comunque fiducia nel suo gruppo, tra veterani e calciatori freschi d’esordio: “Le qualità tecniche i giocatori le hanno e quando saranno più consapevoli di quello che valgono possono fare tanto. La formazione? Domani qualcosa cambieremo”.
Poi sulla Turchia ha detto: “Montella ha fatto un grande lavoro riportando la nazionale turca ai Mondiali e nella Lega A di Nations League. In questo momento, sta faticando un po’ di più anche perché gli mancano diversi calciatori importanti. Non sarà una partita così scontata, la Turchia è un’ottima squadra, all’andata siamo stati bravi e domani dipenderà da noi. Non dobbiamo sottovalutare la Turchia solo perché ha perso col Belgio, l’errore che non dobbiamo fare è pensare che sia una sfida semplice”.
Al fianco del tecnico, è intervenuto anche Nicolò Barella: “È ancora giovane e può rappresentare tanto per la nazionale. Anche se sono d’accordo con lui: deve recuperare in termini di gol”, ha detto Mancini, che apprezza anche il bolognese Cambiaghi: “Mi è sempre piaciuto, già dai tempi dell’Empoli, perché pensavo potesse diventare un grande esterno. Ci stiamo lavorando”.
Ha stupito tutti non vedere Barella nella gara d’andata, col Ct che lo ha lasciato a Coverciano. Così come non è partito titolare contro la Francia, ma per il centrocampista dell’Inter nessun problema. Conosce il suo valore e conosce anche il momento della Nazionale: “Le scelte le fa il mister. Io voglio dare il mio contributo in qualsiasi modo. Ovviamente sono un giocatore quindi la competitività è la cosa che mi rende vivo, quindi è sempre un dispiacere non giocare, però per la Nazionale sono disposto a giocare i minuti che servono, anche uno. La cosa importante è il gruppo. Questa si chiama Nazionale Italiana e Nicolò Barella è un giocatore della Nazionale, quindi se c’è da giocare gioco, se si va in trasferta con il gruppo vado. Se c’è da rimanere a Coverciano, rimango. Non c’è nessun tipo di polemica”.
Su Mancini ha detto: “è sempre lo stesso a cui piace tanto lavorare con i giocatori – spiega -. Dobbiamo liberare la testa dopo le delusioni di questi anni per riprenderci quello che vogliamo. Quando inizi la carriera in Nazionale vincendo un Europeo e non centri due volte la qualificazione al Mondiale, sai che le critiche arrivano e devi trovare la forza per reagire. Quella notte e i mesi dopo sono stati difficili, ma nella vita e nel calcio bisogna sempre andare avanti. Bisogna affrontare le cose difficili a testa alta per tornare dove meritiamo”. “Tralasciando la prima partita – ha aggiunto il centrocampista della Nazionale e dell’Inter – questo inizio è stato positivo, ma ci vuole ancora tempo. Tutti abbiamo dimostrato di voler fare meglio degli ultimi anni”.
Dunque vincere questa sera per l’Italia significherebbe non solo conquistare i tre punti contro una Turchia ancora ferma a zero punti, ma permetterebbe agli Azzurri – attualmente terzi nel Gruppo 1 con 4 punti, dietro a Francia a quota 7 e Belgio a 6 – di scacciare i fantasmi di retrocessione e di rimanere in corsa per il secondo posto, fondamentale per accedere ai quarti di finale ed evitare i playoff di Lega A.