Proteste contro il caro-vita sfociano in guerriglia urbana. Meloni: “Siamo con le forze dell’ordine”

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Dovevano essere delle manifestazioni pacifiche contro il caro vita, il costo della benzina e la pressione fiscale, ma si sono trasformate in guerriglia urbana: Milano la città più colpita, ridotta a un campo di battaglia con piazza Duomo presa d’assalto da centinaia di giovanissimi vestiti di nero e incappucciati, che hanno costretto la polizia ad arretrare sotto il lancio di bombe carta, transenne e bottiglie, fino ad occupare la piazza simbolo della città. Scontri anche a Torino dove è stata danneggiata una libreria, a Bologna dove sono stati fermati 7 manifestanti e a Bergamo, anche qui sassaiole e petardi contro la polizia, anche qui protagonisti sono stati dei giovanissimi incappucciati. Solo a Milano, almeno quattro feriti tra gli agenti e 20 tra i manifestanti e oltre 50 i giovani fermati. La metà di loro sono minorenni.

Il sindaco di Milano Giuseppe Sala ha espresso una ferma condanna contro gli episodi di violenza che si sono registrati: “Le ragioni della protesta erano comprensibili. Le violenze contro le forze dell’ordine e i gravi danni alla città sono ingiustificabili. La politica può decidere di strumentalizzare, alla ricerca di consenso elettorale. Oppure di affrontare con saggezza questo momento storico così difficile: spero sia questa la scelta”. “In 10 anni mai vista una situazione simile. Bisogna mettere da parte le polemiche e lavorare insieme”. E poi ha aggiunto: “Chi ha avuto danni lo dica, è giusto che ci siano rimborsi”.

Dura anche la reazione del governo: “Manifestare è un diritto – ha detto la premier Giorgia Meloni – ma mettere a ferro e fuoco le nostre città non lo è. Rinnovo la mia richiesta alle opposizioni: non siano ambigue su questo. Ogni reticenza diventa giustificazione”. “Siamo con le forze dell’ordine. I cittadini devono vivere le città senza paura”, ha poi aggiunto la premier.

Sulla stessa lunghezza d’onda il vicepremier Tajani: “E’ inaccettabile che parte del centrosinistra soffi sul fuoco nel tentativo di compensare la propria assenza di idee e proposte”.

Per Matteo Salvini in piazza c’erano “centri sociali, maranza e marciume sinistro avariato. Ci sarà ancora chi li protegge e li difende???”.

Intanto si annuncia un autunno caldo di manifestazioni. Le tappe della protesta studentesca ruotano intorno a due date: il 30 ottobre e il 20 novembre, quelle degli scioperi generali proclamati rispettivamente dai sindacati di base e dalla Cgil. Venerdì 23 ottobre, nel frattempo, le realtà studentesche si riuniranno in assemblea a Roma “per organizzare il movimento” e proseguire la mobilitazione. Sabato 24 ottobre, invece, saranno gli studenti di destra a dire la loro sotto lo slogan “Sblocchiamo tutto” con una manifestazione a Roma. “Noi siamo dall’altra parte della barricata rispetto a chi distrugge tutto”, spiega Azione Universitaria che dà appuntamento alle ore 10.30 per un corteo da piazza della Libertà e arrivo in piazza Risorgimento.