Ulss 8, testi in Braille al minor prezzo. AVS e PD: “La Regione svende l’integrazione scolastica”

Un servizio delicato, che incide in modo diretto sul diritto allo studio di giovani non vedenti o ipovedenti, trattato come un qualsiasi acquisto di beni o prestazioni di routine. Fa discutere la scelta dell’Ulss 8 Berica di affidare il servizio di adattamento dei testi scolastici in Braille tramite affidamento al minor prezzo, una decisione difesa in aula dalla Giunta regionale del Veneto ma duramente contestata dalle opposizioni targate PD e AVS.
Le interrogazioni presentate dal capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra Carlo Cunegato e da Chiara Luisetto, consigliera del Partito Democratico e vicepresidente della Commissione Sociosanitaria hanno messo al centro la qualificazione del servizio, definito “standardizzato” dalla Regione che ha usato il criterio del massimo ribasso.
“Chi parla di servizio standardizzato non conosce la scuola”, ha evidenziato Cunegato, che di professione extra-politica è docente. Secondo le risposte dell’assessora Paola Roma all’interrogazione presentata da AVS, la Giunta regionale ha confermato l’affidamento diretto da parte dell’Ulss Berica basato sul preventivo più economico, definendo il servizio come “standardizzato con prestazioni che non richiedono soluzioni innovative”.
“Sulla gara d’appalto la Giunta regionale ha scelto di lavarsene le mani, coprendosi dietro l’alibi del fatto che fino ad oggi il servizio non ha presentato criticità e che la scelta del massimo ribasso è stata fatta in autonomia – è il commento di Chiara Luisetto – La Regione non può delegare un servizio così delicato né liquidare la questione sostenendo che vada tutto bene”.

Chiara Luisetto ha spiegato anche il progressivo peggioramento dell’integrazione scolastica per gli alunni con disabilità sensoriale, con riduzione del monte ore complessivo, basata su modelli applicati durante il periodo emergenziale legato al Covid che hanno visto il taglio delle ore in presenza. “Non possiamo ora accettare che anche questo servizio venga impoverito a discapito di famiglie e lavoratori – ha sottolineato La Regione ha il dovere di intervenire, fissare standard di tutela economica per gli operatori e garantire il diritto allo studio nella sua piena qualità. La cifra stanziata è palesemente esigua. L’aggiudicazione con il criterio del minor prezzo rende impossibile garantire salari equi ai lavoratori, a meno che le aziende non operino in perdita. Il rischio concreto è che il massimo ribasso generi lavoro povero e comprima la qualità dell’integrazione scolastica”.
Secondo Carlo Cunegato “la situazione è preoccupante e la risposta della Regione Veneto lo è ancora di più, perché denota una totale mancanza di conoscenza dei meccanismi minimi della pedagogia speciale. Come si fa a pensare che si possano adattare dei testi in maniera uguale per tutti, quando parliamo di ragazzi che sono tutti diversi?”
Cunegato ha sottolineato come l’adattamento dei libri di testo richieda un lavoro in équipe e una conoscenza approfondita degli studenti, dei loro punti di forza e di debolezza, oltre che un costante raccordo con gli insegnanti: “L’Ulss 8 Berica appalta tutto a un soggetto esterno che traduce in maniera standardizzata. A questo punto facciamolo fare all’intelligenza artificiale”, ha detto provocatoriamente Cunegato.

Oltre agli aspetti pedagogici, il capogruppo AVS ha acceso i riflettori sulle ripercussioni occupazionali per le professioniste specializzate che seguono gli alunni con disabilità sensoriale il cui lavoro è penalizzato da contratti precari e deboli legati al calendario scolastico e privi di copertura per le dodici mensilità. C’è poi la mancanza di continuità durante l’estate, con il lavoro estivo di adattamento dei testi che rappresentava la garanzia di un reddito nei mesi di pausa scolastica.
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