Putin attacca i leader europei: “Accusarci per disordini è segno di debolezza”

Giornata calda sul fronte diplomatico in Russia. “L'Europa dovrà avere un ruolo nei prossimi negoziati, dal momento che finora gli Stati Uniti non sono riusciti a convincere Kiev ad accettare un accordo di pace” sottolinea il consigliere per la politica estera del presidente russo Vladimir Putin, Yuri Ushakov, in un'intervista alla televisione russa Vesti. “Non basta parlare soltanto con Kiev, bisogna parlare con tutta l'Europa, che sostiene pienamente l'Ucraina”, ha aggiunto il consigliere del Cremlino”.
Ushakov sostiene che “la Russia è disponibile a riprendere i colloqui trilaterali con Ucraina e Stati Uniti”. “La prossima scadenza è il 4 novembre, la nostra grande festività. Poi saremo pronti” ha poi aggiunto facendo riferimento alla Giornata dell'unità nazionale che la Russia celebra all'inizio del prossimo mese. Secondo quanto riferito da Ushakov, il confronto dovrebbe concentrarsi soprattutto sulla costruzione di un sistema di sicurezza per Russia e Ucraina nel dopoguerra.
Parallelamente all’apertura diplomatica, Putin è tornato ad attaccare i governi europei. In un’intervista al giornalista Pavel Zarubin, diffusa dall’emittente russa Vesti, il presidente ha respinto le accuse secondo cui Mosca sarebbe responsabile o starebbe alimentando le proteste e i disordini registrati in diversi Paesi europei. Lo zar ha definito queste contestazioni una dimostrazione della “debolezza e dell’incapacità di alcuni leader europei di assumersi la responsabilità di quanto sta accadendo nei rispettivi Paesi”, ha detto secondo quanto pubblicato oggi sul sito web di Vesti, dopo un'intervista a Pavel Zarubin durante la quale si è espresso su quanto accade in diversi Paesi europei, tra proteste e disordini, e sospetti sulla regia russa.