Spettacolando – Amp Festival, e per una sera Vicenza sembra Berlino

Martedì 27 Ottobre è sbocciato sul palco del Teatro Comunale di Vicenza Amp Festival, e dato il momento storico, cercare di creare Altri Mondi Possibili è una vera boccata d’ossigeno. Certo è che rompere ghiaccio e schemi con i Dirty Three, vuol dire genio e sregolatezza in un mix travolgente.
Un Marco Ghiotto molto emozionato sul palco ci presenta un progetto che senza Luca Trivellato non sarebbe stato possibile. Ovviamente al centro di tutto c’è l’organizzazione del Teatro Comunale che ha voluto dimostrare coi fatti che anche Vicenza è capace di osare, spingendosi ben oltre le convenzioni.
La musica sarà sempre al centro, ma saranno due settimane di eventi, talk e show che si concluderanno il 10 novembre con il concerto dei Tortoise, sempre al Comunale. Il programma completo, che inneggia a 60 anni di psichedelia, è presente sul sito del Teatro Comunale di Vicenza.
A inaugurare la serata e a prepararci col botto a un viaggio in-cre-di-bi-le, ci ha pensato il trio australiano composto da Warren Ellis (violino), Mick Turner (chitarra) e Jim White (percussioni), in un miscuglio che la psichedelia da sola non potrebbe spiegare: post-rock? chamber folk? Noise? jazz-punk? Tutto questo ma anche intrattenimento allo stato puro.
Ghiotto li ha presentati così: “Oggi ho assistito alle prove. Non avete idea di cosa vi aspetti. O forse sì, visto che siete qui”. Sugli spalti un pubblico composto per la maggioranza da “non vicentini” e già solo questo basterebbe decretare un primo successo e a far sperare che un altro mondo è veramente possibile. Nessuno era lì per caso.
Serve molto coraggio, impegno e una certa visione, che magari non basta, ma è da lì che si deve partire. Poi, se proprio si vuole mescolare le carte e destabilizzare le granitiche certezze della provincia, i Dirty Three sono questo e altro.
Il gruppo è tornato in Italia dopo oltre dodici anni di assenza, scegliendo proprio la città veneta per l’unica data nazionale e per l’apertura del nuovo tour europeo. Warren Ellis non ha nascosto l’emozione e ha impiegato 15 secondi a prendersi la scena: venite qui sotto, sedetevi per terra, dove volete, fumatevi una canna, assumete qualsiasi droga e mi farete felice.
In tanti si sono alzati e si sono seduti a due passi da lui: assumere droga non è stato necessario, perché i Dirty Three sono oppiaci e allucinogeni allo stato puro, senza rischi fisici per la salute.
Il resto non si può raccontare: non hanno spaccato chitarre, casse e violini sul palco, ma hanno spaccato di brutto frantumando le nostre certezze musicali. I suoni puliti li lasciamo agli altri, ai gruppi blasonati che suonano nei palazzetti e nei club mentre il pubblico ne apprezza accordi e melodie.
Abbiamo assistito a un pezzo di storia, a un qualcosa che potremmo raccontare a nipoti e vicini di casa. Oppure potremmo non condividere il ricordo con nessuno e nel buio della nostra cameretta potremmo pensare: what the fuck, io c’ero. E magari il giorno dopo chiederci: ma è stato tutto vero o l’ho solo sognato.
Paolo Tedeschi
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