Tav, nuovo strappo: Possamai e i comitati fanno fronte comune contro il progetto Rfi

La partita sulla tratta orientale dell’alta velocità entra così in una nuova fase, che segna l’ennesimo capitolo di una vicenda destinata da anni a dividere istituzioni, tecnici e residenti. Se sul fronte ovest della città il progetto è ormai una realtà in corso di realizzazione, a est il Comune tenta di giocare d’anticipo per evitare quello che considera un errore già vissuto in passato: subire decisioni assunte altrove senza un reale confronto con il territorio. Per questo, ieri mattina, a Palazzo Trissino è stata presentata una lettera congiunta indirizzata a Rfi e al Ministero delle Infrastrutture. Al tavolo, accanto al sindaco, il consigliere delegato all’alta velocità Angelo Tonello, il rappresentante della Cabina di regia Tav Lucio Zoppello e i referenti dei comitati RispettiAmo Vicenza, Tav Settecà e Tav Stanga.
Il documento non lascia margini a interpretazioni: “La posizione del Comune di Vicenza e dei comitati uniti è chiara e non lascia spazio a equivoci: la città non è disponibile ad accettare il quadruplicamento ferroviario in superficie né la realizzazione del cosiddetto salto del montone a Settecà”, si legge nell’incipit. Parole che certificano la nascita di un’alleanza politica e civica con cui l’amministrazione punta a rafforzare il proprio peso negoziale nei confronti di Roma: “Ho considerato un affronto nei confronti della città sia la posizione del ministro Salvini sia la modalità con cui Rfi ci ha comunicato la volontà di procedere con il quadruplicamento dei binari in superficie e il salto del montone a Settecà, ignorando ogni nostra richiesta di dialogo”, ha affermato Possamai, spiegando di aver proposto ai comitati di costruire una posizione comune per portare a Roma una voce unitaria.
Un passaggio che conferma come il confronto si stia spostando sempre più dal piano tecnico a quello politico. Nelle scorse settimane Salvini aveva invitato il sindaco ad attenersi al proprio ruolo amministrativo, rivendicando la necessità di accelerare sulle infrastrutture strategiche. Ora Possamai ribalta il tavolo e richiama il ministro a una questione di metodo oltre che di merito: il rispetto della città e del suo diritto a incidere sulle trasformazioni che la riguardano. Tre le richieste avanzate nella lettera. La prima è lo stop alla progettazione della cosiddetta soluzione uno, quella che contempla il quadruplicamento in superficie. Palazzo Trissino è convinto che il territorio esprimerà un parere negativo e annuncia il coinvolgimento della Regione Veneto, il cui pronunciamento viene considerato decisivo.
La seconda riguarda la predisposizione di uno studio scientifico approfondito “sull’opzione zero” e sull’ambito della stazione ferroviaria, per verificare soluzioni alternative e valutare anche l’effettiva necessità delle barriere antirumore previste lungo un tessuto urbano composto in larga parte da abitazioni unifamiliari. Infine, qualora tali alternative non risultassero praticabili, Comune e comitati chiedono di approfondire seriamente l’ipotesi dell’interramento dei binari, ribadendo comunque la netta contrarietà alla realizzazione del salto del montone. La sfida, dunque, è appena iniziata. E se Possamai tenta di territorializzare il confronto facendo leva sulle preoccupazioni dei quartieri interessati, il Governo continua a leggere la Tav come un’infrastruttura strategica di interesse nazionale. Nel mezzo c’è Vicenza, chiamata ancora una volta a misurarsi con una delle opere più discusse della sua storia recente: “Chiedo prima di tutto rispetto per la città che rappresento”, ha concluso il sindaco. Un messaggio indirizzato a Roma, ma anche l’apertura di una nuova fase di mobilitazione destinata a segnare i prossimi mesi del dibattito sull’alta velocità.
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