Omicidio Mollicone, i Ris: “La testa di Serena impattò con la porta degli alloggi della caserma”

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Quella di giovedi 29 ottobre potrebbe essere stata un’udienza svolta per l’omicidio di Serena Mollicone: la giovane uccisa ad Arce (Frosinone) nel giugno del 2001. Infatti, al processo d’appello bis in corso a Roma ha parlato Rosario Casamassima; il luogotenente dei Ris nonché consulente della Procura generale ha detto: “Le indagini tecnico-scientifiche, tutte quelle che abbiamo condotto, supportano l’ipotesi che la testa di Serena abbia impattato con la porta degli alloggi della caserma di Arce”. In particolare, il rappresentante dell’Arma nell’illustrare ha parlato di 25 frammenti lignei ritrovati sul nastro adesivo che avvolgeva la testa e i capelli della vittima, oltre a tracce di resina e colla. L’esperto ha quindi escluso possibili contaminazioni dei reperti aggiungendo: “Cinque frammenti lignei sono stati ritrovati esattamente fra i nastri e i capelli di Serena e tra gli altri elementi repertati sui nastri c’era anche un residuo di vernice della caldaia dell’alloggio”.

Le parole degli avvocati di parte civile e la replica dell’avvocato degli imputati. I legali della famiglia Mollicone, gli avvocati Antonio Iafrate e Federica Nardoni, in coro hanno commentato: “Quanto detto dall’esperto dei Ris supporta l’ipotesi accusatoria: Serena è entrata in caserma e non ne è più uscita. Anche la vernice della caldaia ritrovata ci dice che Serena è sicuramente stata lì”. Ricordiamo che sono alla sbarra Franco Mottola, ex comandante della caserma dei carabinieri di Arce, la moglie Annamaria e il figlio Marco. L’avvocato degli imputati, Fabio Quadrini, ha replicato dicendo: “Oggi abbiamo assistito all’ennesimo tentativo di adattare i fatti alla teoria e non la teoria ai fatti. Il consulente si è contraddetto rispetto a quanto detto precedentemente. Serena non ha impattato sulla porta, che non è il mezzo lesivo”. La prossima udienza è prevista per il 18 novembre prossimo.