Con l’educatore di corridoio il Comune sviluppa la rete di prevenzione nelle scuole

Un adulto competente e accessibile, presente ogni settimana nei corridoi, nei cortili e durante le ricreazioni delle scuole. È l’educatore di corridoio, figura introdotta nel 2025 in otto istituti comprensivi della città e che in un solo anno a Vicenza città ha raggiunto anche quattro scuole superiori e complessivamente circa 2400 studenti e studentesse. Il progetto, avviato tre anni fa da alcuni enti del terzo settore e realizzato dal Focus Giovani Vicenza con gli assessorati alle politiche giovanili, all’istruzione e alle politiche sociali, scuole e ufficio scolastico, dopo una prima fase sperimentale punta adesso a mettere a sistema questa figura. L’obiettivo condiviso è trasformare questa iniziativa in una politica educativa stabile e portare l’educatore di corridoio in tutte le scuole secondarie di primo grado dei 10 istituti comprensivi della città.

“La figura dell’educatore di corridoio è nata in via sperimentale circa due anni fa e si è progressivamente strutturata sul territorio – ha spiegato l’assessore all’istruzione Giovanni Selmo –. È un progetto che coinvolge diversi assessorati e agenzie educative, con l’amministrazione impegnata a supportarne la governance e a favorire il coordinamento tra gli enti del terzo settore, che erogano il servizio nei plessi, le scuole e l’Ufficio scolastico. In questi due anni di sperimentazione, tutti hanno dimostrato grande interesse e partecipazione. L’obiettivo è intercettare i bisogni di adolescenti e pre-adolescenti”. “Una sperimentazione coraggiosa che punta ad un cambiamento culturale nell’approccio con le ragazze e i ragazzi” l’ha definito l’assessore alle politiche giovanili Leonardo Nicolai. “Non interveniamo nel momento del disagio, ma proponiamo delle opportunità in situazioni di normalità. Il progetto inoltre lavora sulle relazioni, tra scuola ed enti del terzzo settore, con un approccio che possiamo definire comunitario”. “Questo progetto – commenta l’assessore alle politiche sociali Matteo Tosetto – offre ai ragazzi la possibilità di trovare una figura di riferimento, capace di intercettare i loro bisogni, al di fuori di quanto può succedere in famiglia o a scuola”. “In pochi anni un’intuizione di pochi enti è diventata una rete di 14 educatori in 12 scuole. Oggi, insieme al Comune, facciamo il passo decisivo: da tante esperienze a un unico sistema cittadino, sostenuto da tutto il territorio” commentano Marcello Manea e Lara Scantamburlo per il Focus Giovani Vicenza.

L’educatore di corridoio
L’educatore di corridoio è una presenza informale, dentro la vita quotidiana della scuola, un professionista con preparazione pedagogica che abita gli spazi informali della scuola, dove i ragazzi si muovono con più libertà e parlano più facilmente. È un adulto non giudicante, che si incontra senza appuntamento. Fa da ponte tra studenti, insegnanti, servizi socio-educativi e realtà del territorio. Una presenza quotidiana che permette di cogliere presto le finalità dell’allievo o della allieva e che oltre alla prevenzione si occupa di promuovere un clima di classe sereno, il senso di appartenenza, la partecipazione, le competenze per stare bene con sé e con gli altri. Nell’ultimo anno gli educatori a Vicenza hanno lavorato su bullismo e cyberbullismo, gestione dei conflitti, educazione emotiva, life skills, inclusione degli studenti stranieri, supporto allo studio e orientamento.

I numeri
In un solo anno scolastico la presenza degli educatori è raddoppiata e il numero di studenti e studentesse raggiunti è cresciuto di oltre dieci volte. Nell’anno scolastico 2024/25 l’educatore era presente in otto istituti della città, con 180 studenti e 40 adulti coinvolti. Nel 2025/26 le scuole sono diventate 12, gli studenti circa 2.400 e gli adulti 140. A lavorare nelle scuole sono stati 14 educatori di otto enti del terzo settore della rete Focus Giovani Vicenza. Hanno accompagnato 296 studenti con percorsi individuali e ne hanno coinvolti 2.100 in attività di classe, laboratori e gruppi. Accanto ai ragazzi hanno lavorato 103 docenti, 12 dirigenti scolastici, 11 operatori Ata, 8 famiglie e 6 psicologi scolastici.
L’educatore è oggi presente in 11 scuole secondarie di primo grado, tra cui 8 dei 10 istituti comprensivi cittadini e gli istituti di Sovizzo, Grumolo delle Abbadesse e Torri di Quartesolo, e in 8 scuole secondarie di secondo grado. Altri istituti e comuni della provincia hanno già chiesto di poter attivare la figura.

Una rete di sostenitori per un progetto di tutta la città
Il modello vicentino si fonda sulla corresponsabilità e su una rete ampia di sostenitori, pubblici e privati. Ne fanno parte il Comune, la Regione, le Fondazioni Cariverona, Gabaldo, Zoè e Zarantonello, Ipab per i Minori, Unisolidarietà e Lilt. A queste realtà si aggiungono i comitati genitori delle scuole e gli enti del terzo settore, che investono risorse proprie e del 5 per mille. La rete è aperta: fondazioni, imprese, associazioni e cittadini che vogliono sostenere il benessere dei ragazzi possono contribuire.

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