Torino, scontri contro sgombero Askatasuna: 16 misure cautelari

A distanza di mesi l’inchiesta della Digos chiude il cerchio: sono 16 le misure cautelari emesse nei confronti di militanti antagonisti indagati per gli scontri avvenuti il 31 gennaio scorso a Torino, durante la manifestazione nazionale organizzata contro lo sgombero del centro sociale Askatasuna.
L’operazione è stata avviata dalle prime ore di questa mattina. I provvedimenti, emessi dal gip di Torino, prevedono diverse misure: custodia cautelare in carcere, arresti domiciliari, divieti di dimora nel capoluogo piemontese e obblighi di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria. La Digos ha eseguito inoltre perquisizioni in Piemonte, Lombardia e Toscana.
I fatti risalgono al pomeriggio del 31 gennaio, quando, nel corso della manifestazione nazionale contro lo sgombero dello storico centro sociale, una parte del corteo si era staccata dal percorso principale, dirigendosi verso corso Regina Margherita, con l’intenzione di raggiungere la sede di Askatasuna, sgomberata il 18 dicembre dopo circa trent’anni di occupazione.
A poca distanza dall’edificio erano scoppiati violenti disordini. Secondo la ricostruzione degli investigatori, gruppi di manifestanti, molti dei quali con il volto coperto, avevano lanciato contro le forze dell’ordine pietre, bottiglie, razzi, bengala e bombe carta. Per disperdere i partecipanti, gli agenti avevano risposto utilizzando idranti e lacrimogeni. Durante gli scontri erano stati incendiati diversi cassonetti, utilizzati anche per realizzare barricate, e un mezzo del reparto mobile con un poliziotto ancora a bordo.
Particolarmente grave l’aggressione ai danni di un agente, che sarebbe stato accerchiato da un gruppo di manifestanti, privato del casco e dello scudo e colpito con calci e martellate. Il bilancio complessivo dei disordini era stato di 103 appartenenti alle forze dell’ordine feriti, con prognosi arrivate fino a 100 giorni.
L’attività investigativa aveva già portato lo scorso ottobre all’esecuzione di 14 perquisizioni in diverse province italiane e alla notifica di 19 decreti di fissazione degli interrogatori preventivi. Tra le ipotesi di reato contestate figura anche il tentato omicidio, in relazione all’incendio del mezzo della polizia sul quale si trovava un agente.