Trump parla di elezioni truccate. Crollo di Wall Street e mercati asiatici

Dopo aver riconosciuto la sconfitta alle midterm ed essersi congratulato con i democratici ieri il presidente americano Donald Trump è tornato all’attacco in merito alle frodi elettorali. “Le nostre elezioni sono così truccate, non avete idea”, ha detto il tycoon parlando con i giornalisti nello Studio Ovale. Non è un vero e proprio attacco specifico a questa tornata ma un generico affondo sulla corruzione del sistema. Il 3 gennaio comunque si insedierà il nuovo Congresso a maggioranza democratica e potrebbe essere l’inizio della fine dell’era Trump.
Nell’entourage del tycoon, il segretario di Stato Marco Rubio smentisce di voler lasciare l’amministrazione Trump: “Il mio piano è lavorare per il presidente fino al termine del suo mandato”, assicura. Contrattacca anche il capo del Pentagono, Pete Hegseth, sul quale aleggia lo spettro dell’impeachment ma lui replica: “L’impeachment non è servito con Trump e non servirà con me”, afferma il segretario alla Difesa forte anche dell’appoggio di Trump stesso che continua a difenderlo.
Intanto Wall Street affonda e brucia 3.200 miliardi di dollari di valore. Ieri i titoli legati al settore dell’IA hanno registrato un calo per il secondo giorno consecutivo sui timori che una vittoria schiacciante dei Democratici possa rallentare l’espansione dei data center: quelli contrari alla loro proliferazione potrebbero sfruttare il netto successo dei democratici nelle elezioni di metà mandato.
Il boom dell’Intelligenza artificiale ad esempio che ha trainato la crescita economica e i mercati azionari statunitensi potrebbe infatti decisamente rallentare. Secondo Goldman Sachs, le vittorie dei democratici a livello statale e locale potrebbero portare a un temporaneo blocco dei progetti, interessando potenzialmente circa il 45% dell’espansione pianificata della capacità dei data center negli Stati Uniti. Ma, aggiungono gli esperti, si prevede comunque che si tratti di una fase di breve durata.
Ieri dopo Wall Street, anche i mercati asiatici maggiormente esposti al settore tecnologico hanno aperto le contrattazioni al ribasso. In Corea del Sud, il Kospi è arrivato a perdere oltre l’8%, facendo scattare il circuit breaker. Alla ripresa degli scambi, l’indice cedeva ancora il 7%. Il Nikkei giapponese è precipitato del 6%, mentre la Borsa di Taiwan registrava un calo superiore all’8%.