Migranti, è scontro. FdI: “Troppa concentrazione”. Civitas: “Ditelo al vostro governo”

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A Schio torna ad accendersi il confronto politico sull’accoglienza dei richiedenti asilo. A innescare la nuova polemica sono i dati trasmessi dal Comune in risposta a un’interrogazione del gruppo consiliare di Fratelli d’Italia, numeri che fotografano una presenza complessiva di 239 persone inserite nei percorsi di accoglienza: 218 ospiti dei CAS (Centri di Accoglienza Straordinaria) e 21 beneficiari del progetto OASI-SAI.

Per il capogruppo di Fratelli d’Italia Alex Cioni si tratta dell’ennesima conferma di una concentrazione eccessiva di presenze in città, in particolare nel centro storico e nelle aree di piazza Almerico da Schio, via Capitano Sella, via Rompato, via Porta di Sotto, via San Giovanni Bosco, via Fusinato, via Marconi e via Baccarini: “È questa l’accoglienza diffusa e il modello che l’amministrazione in salsa 5 Stelle considera sostenibile per Schio?”, chiede Cioni, evidenziando come le presenze nei CAS siano passate dalle 154 di fine 2023 alle 218 attuali. Un aumento di 64 persone in meno di tre anni, pari a circa il 42 per cento, mentre i beneficiari del sistema SAI sono cresciuti da 18 a 21. Secondo l’esponente del centrodestra, l’andamento locale sarebbe in contrasto con il quadro più generale: “Mentre gli arrivi diminuiscono e in Veneto vengono segnalati migliaia di posti disponibili, a Schio le presenze nei CAS aumentano, con l’amministrazione comunale che continua a non assumere un’iniziativa politica per contrastare questa concentrazione”, sostiene, ricordando anche le richieste avanzate nei mesi scorsi affinché il Comune si facesse portavoce presso la Prefettura di una distribuzione più equilibrata sul territorio.

Cioni ribadisce inoltre che il sindaco, pur non avendo competenze dirette nelle assegnazioni dei richiedenti asilo, dovrebbe esercitare un ruolo di interlocuzione istituzionale: “Il sindaco rappresenta la comunità e ha il dovere di manifestare le preoccupazioni della città e chiedere una distribuzione più equilibrata dell’accoglienza. Le scelte compiute dall’amministrazione, a partire dalla conferma dell’adesione al progetto SAI, dimostrano invece una sostanziale condivisione dell’attuale modello di accoglienza”, afferma. Parole che hanno provocato l’immediata replica di Civitas, una delle componenti più rappresentative della maggioranza che sostiene la sindaca Cristina Marigo. In una nota firmata da Marco Vantin e Cristiana Dalla Fina, il gruppo definisce le accuse di Fratelli d’Italia “un maldestro e strumentale esercizio di pura propaganda politica”, contestando il tentativo di attribuire al Comune responsabilità che, secondo Civitas, fanno capo allo Stato e alle Prefetture.

“Le assegnazioni dei richiedenti asilo nei CAS non vengono decise dai sindaci, bensì dalle Prefetture, che sono emanazione diretta del Ministero dell’Interno – sottolineano i due esponenti della maggioranza. Da qui la critica a Fratelli d’Italia – ci troviamo di fronte a un rappresentante di un partito che governa la Nazione e la Regione Veneto e che critica un’amministrazione comunale per decisioni prese e attuate dal suo stesso Governo”. E nella replica, Civitas amplia il ragionamento ai risultati delle politiche nazionali in materia di immigrazione e sicurezza: “Le promesse di bloccare gli sbarchi e garantire maggiore sicurezza non hanno trovato riscontro nei numeri. Se oggi a Schio le presenze continuano ad aumentare, ci troviamo di fronte a un problema di redistribuzione da parte del Governo e delle Prefetture, non certo del Comune”, sostengono.

Il gruppo respinge inoltre l’idea che l’amministrazione abbia assunto un atteggiamento passivo e rilancia annunciando un momento pubblico di approfondimento. Per il 12 novembre è stata infatti convocata una seduta della IV Commissione sociale dedicata al progetto SAI: “Sarà l’occasione per illustrare come funziona realmente questa misura sul nostro territorio e quali sono le novità normative che la regolano. Solo conoscendo dati, strumenti e responsabilità istituzionali possiamo affrontare seriamente il tema, senza lasciarci trascinare nella perenne campagna elettorale della destra”, affermano Vantin e Dalla Fina. Lo scontro, insomma, resta aperto. Da una parte Fratelli d’Italia punta il dito contro quella che definisce una crescente concentrazione di richiedenti asilo nel cuore della città; dall’altra Civitas respinge le accuse e richiama le responsabilità del Governo centrale. Sullo sfondo resta un tema destinato a continuare ad alimentare il dibattito politico cittadino: come conciliare accoglienza, integrazione senza trascurare percezione e preoccupazioni dei cittadini in un territorio che da anni rappresenta uno dei principali punti di riferimento dell’Alto Vicentino per l’ospitalità dei richiedenti asilo.

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