Addio isola di calore, arriva “Casa Magis” e il suo bosco urbano

Non soltanto uffici d’avanguardia o un’operazione di semplice razionalizzazione aziendale, ma un vero e proprio “regalo” verde e architettonico per la città. È stata presentata ieri a Vicenza Casa Magis, la futura sede della multiutility, un progetto ambizioso che punta a riconnettere l’azienda con il territorio attraverso un intervento di profonda rigenerazione urbana nel cuore del centro storico: contrà Pedemuro San Biagio.
L’iniziativa si inserisce nella rotta tracciata dal Piano Industriale al 2030 del Gruppo – sostenuto da ben 1,1 miliardi di euro di investimenti – che ha l’obiettivo di rendere la transizione energetica accessibile e concreta per i cittadini. E per farlo, la multiutility ha deciso di partire proprio dalle radici e dalle persone.
Una foresta urbana al posto del cemento
Il progetto, firmato dallo studio vicentino Asa Studio Albanese vincitore del concorso di progettazione, interessa un’area di quasi due ettari e mezzo oggi priva di alberature e fortemente esposta alla problematica estiva delle isole di calore urbane. La grande novità è la nascita di un vero e proprio bosco urbano – dotato di alberi ad alto fusto, sottobosco e giochi d’acqua – pensato come un ecosistema autonomo e a basso consumo idrico.
Attorno a questa oasi verde si svilupperanno i nuovi edifici, concepiti seguendo i principi della biofilia e della healing architecture. Le strutture fuori terra, a eccezione del parcheggio interrato e dei vani tecnici, saranno interamente realizzate in legno locale e prefabbricato, permettendo così di superare i vincoli di un’area complessa e difficile da raggiungere per i mezzi pesanti, riducendo drasticamente rumori e disagi per i residenti. L’intero complesso punta dritto alle emissioni zero grazie all’abbinamento di pompe di calore, pannelli fotovoltaici integrati sulle coperture inclinate, isolamento spinto e ventilazione naturale.

Un luogo aperto alla comunità
Il tratto più innovativo di Casa Magis risiede nella sua apertura verso la cittadinanza. Il piano terra dell’edificio sarà infatti completamente accessibile al pubblico, ospitando spazi di co-working, un giardino fruibile e aree messe a disposizione di enti e associazioni locali per incontri e iniziative culturali. L’obiettivo dichiarato è trasformare la sede in un presidio di ascolto, divulgazione ed educazione sui temi della sostenibilità e del risparmio energetico.
Dal punto di vista estetico, l’architettura cerca un dialogo rigoroso ma misurato con la storia della città: più naturale e legnoso sul versante del fiume Bacchiglione e dei parchi a nord-est, più “litico” e rigoroso verso il centro storico, richiamando le armonie e i giochi d’ombra della tradizione palladiana e neoclassica.
Le istituzioni: “Rigenerazione e visione”
Grande la soddisfazione espressa dall’amministrazione comunale durante la presentazione ufficiale, a cui hanno preso parte il sindaco Giacomo Possamai e l’assessora allo sviluppo economico e al territorio Cristina Balbi.
”Vicenza accoglie un progetto che restituisce alla città un’area oggi priva di verde e la trasforma in uno spazio aperto a tutti”, ha commentato il primo cittadino Possamai. “È un’operazione di rigenerazione urbana straordinaria che si inserisce perfettamente nel percorso di riqualificazione che stiamo portando avanti, a partire da San Biagio e dai quartieri del centro storico”.
Sulla stessa linea i vertici di Magis. Il presidente Federico Testa ha sottolineato come una multiutility pubblica debba farsi promotrice di cultura ecologica, mentre il vicepresidente Stefano Fracasso ha evidenziato il forte radicamento identitario dell’opera, affacciata sulle acque del Bacchiglione e firmata da firme locali. Il consigliere delegato Alessandro Russo ha ribadito la centralità delle persone e del welfare aziendale – ricordando che in Magis il gender pay gap è azzerato e le donne rappresentano il 46% della forza lavoro – mentre l’architetto Flavio Albanese ha sintetizzato l’ispirazione progettuale richiamando il motto delfico del “nulla di troppo”, volto a mettere al centro la natura e la sobrietà.
I lavori di demolizione e ricostruzione prenderanno il via nella prima metà del 2028 e si svilupperanno in un’unica fase della durata stimata di circa 22 mesi, restituendo così a Vicenza un nuovo tassello di sostenibilità e bellezza urbana.

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