Esplorare il Vicentino – Cima Marana a Crespadoro

Ascolta l'audio
...caricamento in corso...

Cima Marana è una grande piramide verde che si innalza tra la Valle dell’Agno e la Valle del Chiampo, il primo monte della catena delle Tre Croci appartenente alle Piccole Dolomiti.

Capita qualche giornata in cui la cima del rilievo viene coperta dalla nebbia e allora qualche valligiano dice che “El Marana l’è incapelà” oppure esclama il detto “Se ‘l Marana ga el capelo o fa bruto o fa belo”.

Ai piedi del monte sorge il piccolo e panoramico paese di Marana, frazione di Crespadoro. Lo si raggiunge da Valdagno e Castelvecchio salendo dalla Valle dell’Agno, da Crespadoro salendo dalla Valle del Chiampo. Lungo la strada provenendo da Valdagno si incontra la piccola cascata della Brassavalda, dove è possibile fermarsi per ammirarla.

L’ascensione a Cima Marana rappresenta una bella escursione perché in poco tempo si raggiunge una quota considerevole, che permette di apprezzare un vasto panorama su tutta la pianura veneta fino agli Appennini. Sulla vetta, a 1545m, è presente una croce e poco distante un altare dove una volta all’anno viene celebrata la messa. In una piccola conca riparata sotto la cima si trova un bivacco verde, con all’interno una lunga tavolata e una stufa.

Esistono diversi sentieri che salgono a Cima Marana; uno proviene da Malga Rialto: inizialmente è una strada sterrata fino alla malga, poi diviene un ripido sentiero che sale l’erta cresta est al margine di un bosco di faggi. A Malga Rialto giunge anche un sentiero dalla Valle del Boia e dal Sentiero Braggion con i quali volendo si possono collegare i due itinerari.

Sulla cresta est si passa per la Fonte Capriolo e Bocchetta Marana. Da qui in poco tempo si giunge al punto più alto del monte, aiutati da una corda fissa. Poco sotto si aggira a sinistra la piccola Grotta Marana. Dalla cresta ovest sale un altro sentiero simile, che parte da Contrada Castagna a Marana e segue una bella linea abbastanza ripida tra boschi e pendii aperti.

Il versante erboso esposto a sud offre due possibilità di salita: entrambe si intraprendono dalla Contrada Gebbani; il primo sentiero a sinistra sale con molti tornanti diretto fino alla cima ed è il più veloce e tra i più frequentati. Il tempo medio di percorrenza è di circa un’ora. Il secondo si stacca dal primo nella parte bassa del pendio e sale verso destra fino a raggiungere Bocchetta Marana. È stato recentemente risistemato ed ora offre una valida alternativa al classico sentiero.

Cima Marana è collegata al Monte Campetto di Recoaro Mille dalla piacevole cresta della Cengia Bianca. Inizialmente si attraversa una bella faggeta per poi solcare la cresta con qualche lieve saliscendi. L’aspetto più bello del luogo è l’ampiezza della vista che cade sull’alta Valle del Chiampo con Campodalbero, sulle Piccole Dolomiti fino al gruppo del Brenta, delle Pale di San Martino, all’Antelao e al Monte Grappa.

Su questo sentiero si trova l’archeovia di Monte Campetto, lungo la quale diversi scavi archeologici hanno portato alla luce testimonianze di epoche preistoriche e romane. La vicina Malga Campetto situata lungo le piste da sci era luogo di ritrovo e rifugio di partigiani.

Per chi volesse allungare l’itinerario, proseguendo dalla Sella del Campetto per la mulattiera di arroccamento si può raggiungere il Passo della Porta. Qui sale il sentiero 203 proveniente dal paese di Marana che ha la prima parte in comune con il sentiero 202 della cresta ovest di Cima Marana. Questo sentiero percorre il fianco della catena montuosa seguendone le molte insenature. A circa metà percorso si incontra Malga Casoline, immersa in una scura pecceta raggiungibile anche da una selletta della cresta ovest (cartello con indicazioni).

In alternativa si può scendere per le piste di Montefalcone fino alla Conca di Pizzegoro e la Contrada Righi. Dalla contrada si stacca un sentiero che sale nel bosco fino a Bocchetta Marana, molto meno frequentato rispetto agli altri sentieri ma comunque senza alcuna difficoltà.

Cima Marana si può salire in ogni momento dell’anno, con un buon innevamento è pure sciabile. L’esposizione della vetta è adatta per ammirare l’alba, meno per il tramonto. Anche di notte la cima offre emozioni perché la croce a volte viene illuminata e durante le notti di luna piena lo spettacolo è assicurato!