Rifiuti: ok di Arzignano al gestore unico. Tutele blindate per l’Ovest Vicentino

Il Consiglio Comunale di Arzignano nella seduta urgente del 15 ottobre ha votato positivamente un passaggio storico per la gestione dei servizi ambientali del territorio: l’approvazione della fusione per incorporazione di Agno Chiampo Ambiente (Aca) srl in ViAmbiente SpA, operazione che pone le basi per il futuro Gestore Unico provinciale dei rifiuti 100% pubblico e che viene dopo la già avvenuta fusione di Alto Vicentino Ambiente con Soraris, lo scorso anno.
Il passaggio di Arzignano era quello più importante, perchè le incertezze dell’amministrazione della città del Grifo avevano rallenta il percorso di fusione. Agno Chiampo Ambiente è una società a capitale pubblico locale che si occupa della gestione del ciclo integrato dei rifiuti da utenze domestiche e non domestiche nel territorio dell’Ovest Vicentino, in un’area abitata da oltre 188 mila persone. Ne fanno parte 23 comuni. Viambiente, invece, dopo la fusione con Soraris gestisce i rifiuti di 49 comuni per un totale di 310 mila abitanti e 300 dipendenti.
L’operazione è stata presentata in consiglio comunale attraverso un impianto a doppio binario: per la maggioranza, l’approvazione del progetto di fusione civilistico andava inscindibilmente legato all’adozione di un Atto di indirizzo vincolante, frutto di due mesi di serrate trattative condotte dall’amministrazione comunale assieme a molti sindaci di Aca per tutelare la rappresentanza, il patrimonio e le tariffe dei cittadini di Arzignano e dell’Ovest Vicentino.
La corsa contro il tempo
La convocazione d’urgenza del consiglio comunale di Arzigano è stata dettata da inderogabili scadenze di legge fissate dal Codice Civile. Per consentire l’efficacia contabile e giuridica della fusione al 1° gennaio 2027, le assemblee societarie notarili devono tenersi entro il 19 ottobre, avviando così il periodo perentorio di 60 giorni per l’opposizione dei creditori (art. 2503 c.c.). In queste settimane, per questo tutti i Consiglio Comunali dei 70 comuni coinvolti (meno Schio e Torrebelvicino, che hanno esercitato il diritto di recesso e sul quale è atteso in questi giorni il pronunciamento del Tar del Veneto).
I numeri dell’operazione
La quota dell’11,40% detenuta da Arzignano in Aca (pari a un valore nominale storico di 578 mila euro) viene asseverata a un valore reale di bilancio di 1,69 milioni (+1,11 milioni di euro), all’interno di un valore complessivo di Aca, fissato dai periti, di 14,8 milioni. Il rapporto di cambio è stato fissato a 0,81 azioni ViAmbiente per ogni quota Aca, garantendo ai 23 Comuni dell’Ovest una quota iniziale aggregata del 14,46% (Arzignano all’1,65%) nella nuova realtà da mezzo milione di abitanti e 87,8 milioni di valore complessivo d’impresa.
Le tutele vincolanti ottenute anche da Arzignano
A garanzia che l’aggregazione non si traduca in una perdita di autonomia per l’Ovest, l’Atto di indirizzo consiliare vincola tassativamente il mandato del sindaco Masiero in assemblea societaria al recepimento di specifiche clausole di salvaguardia.
In particolare, la maggioranza costitutiva dell’Assemblea per il controllo analogo sale dal 60% al 65% dei soci (48 Comuni su 73); la maggioranza deliberativa richiederà il voto favorevole del 55% delle quote e del 55% della popolazione servita (circa 275.000 abitanti). Nessuna decisione strategica potrà essere assunta escludendo i Comuni dell’Ovest.
Inoltre, il 100 per cento dei recuperi economici per la gestione post-mortem della discarica di Pontesello (frutto del contenzioso vinto da Aca e ammontanti a 1,9 milioni di euro) saranno destinati esclusivamente a ridurre i Piani economico finanziari e le bollette Tari dei 23 Comuni soci ex-Aca.
I costi e le eventuali conseguenze economiche derivanti dal contenzioso con Schio e Torrebelvicino graveranno poi esclusivamente sui soci storici di Ava. Si esige poi il mantenimento della sede operativa e logistica di Brendola a servizio dell’Ovest, con e garanzia occupazionale per tutti i 111 dipendenti di Aca.
Quanto ai modelli di raccolta dei rifiuti, è fissato un potere di veto del comitato territoriale dell’Ovest a salvaguardia dei modelli di raccolta domiciliare storicamente efficienti ed economici (con un costo medio per abitante inferiore a 115 euro all’anno).
Ancora, rispetto all’ingresso di Vicenza nella compagine, si fissa l’apertura immediata della trattativa con il Comune del capoluogo e con Magis, con richiesta di proroga della concessione di marzo 2027 al Consiglio di Bacino e presenza formale del Comune di Arzignano nella delegazione negoziale. Infine, si esige entro novembre di quest’anno
la nomina congiunta di un advisor indipendente coordinato con gli ordini professionali per stimare Valore Ambiente Srl (ex Aim Ambiente), escludendo ogni conflitto d’interesse rispetto all’ingresso di Vicenza nella nuova società che andrà a nascere.
Uno scudo pubblico contro le gare europee
La fusione approvata la scorsa settimana si profila un pilastro del percorso prescritto dal Consiglio di Bacino Vicenza in attuazione della normativa nazionale. L’integrazione di Aca in ViAmbiente, che è propedeutica all’innesto delle attività di Vicenza capoluogo tramite aumento di capitale delegato, è ritenuto anche da Arzignano l’unica condizione giuridica capace di blindare l’affidamento in-house su scala provinciale entro il 2028. Senza questa convergenza, infatti, la scadenza del contratto del capoluogo a marzo 2027 avrebbe obbligato il Consiglio di Bacino a indire una gara a evidenza pubblica aperta a multinazionali private, frammentando il bacino vicentino e innescando rischi di forti rincari tariffari.
Masiero: “Governance bilanciata e tutela dai contenziosi con Schio e Torrebelvicino”
“Abbiamo approvato l’avvio di una grande azienda pubblica vicentina a condizioni chiare e protette. Con l’atto di indirizzo vincolante – spiega il sindaco di Arzignano, Riccardo Masiero – abbiamo preteso e ottenuto garanzie stringenti: governance bilanciata, tutela dei lavoratori e, soprattutto, la certezza che le bollette dei nostri concittadini non pagheranno un solo euro di contenziosi pregressi altrui. I crediti di Pontesello andranno ad abbattere la tariffa delle nostre famiglie. Arzignano siederà al tavolo provinciale da protagonista, difendendo un modello di gestione che in questi vent’anni ha garantito qualità del servizio e costi tra i più bassi del Veneto. Abbiamo condotto un negoziato serrato e responsabile. La scelta del doppio binario – approvare la fusione per non far decadere il lavoro peritale di un anno, ma subordinarla a vincoli precisi nei patti parasociali – mette in sicurezza l’ente e il nostro patrimonio, che vede la partecipazione comunale salire a quasi 1,7 milioni di euro. Entriamo nel gestore provinciale con una minoranza qualificata in grado di incidere sulle decisioni strategiche”.