Benefattrice dona all’ospedale 35mila euro per la nuova tecnologia in Cardiologia

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L’Ospedale di Asiago compie un importante salto di qualità nel monitoraggio dei pazienti cardiopatici grazie alla donazione di una cittadina residente, che ha scelto di investire sulla salute della propria comunità donando un’eccellenza tecnica del valore di 35mila euro. La Cardiologia Riabilitativa ha infatti inaugurato un nuovo cicloergometro integrato con analizzatore di gas respiratori per effettuare il test della capacità cardiopolmonare.
“L’esame consiste nella possibilità monitorare simultaneamente l’attività cardiaca tramite ECG, la pressione arteriosa e lo scambio di gas (l’ossigeno consumato e l’anidride carbonica prodotta, ndr.), offrendo così una valutazione attendibile di quella che è appunto la capacità dell’apparato cardiovascolare e respiratorio sotto stress”, spiega Gianluca Toffanin, responsabile della Cardiologia Riabilitativa di Asiago.

L’apparecchiatura avrà una duplice funzione: “Innanzitutto andrà ad arricchire e completare quella che è la valutazione dei pazienti della Cardiologia Riabilitativa prima delle dimissioni aiutandoci così nel formulare con maggiore precisione le indicazioni per il paziente circa cosa potrà o non potrà fare una volta tornato a casa o anche per un eventuale proseguo del percorso riabilitativo in regime ambulatoriale o presso le Palestre della Salute – spiega ancora Toffanin – Allo stesso tempo, tramite questa apparecchiatura potremo fare un ulteriore approfondimento diagnostico anche sui pazienti affetti da grave scompenso cardiaco provenienti dalle Cardiologie di Bassano e Santorso”.
Proprio su questo duplice utilizzo richiama l’attenzione Giovanni Carretta, Direttore Generale dell’Ulss7 Pedemontana: “Questa apparecchiatura qualifica ulteriormente le dotazioni del polo riabilitativo presso l’ospedale di Asiago e allo stesso tempo rafforza la stretta collaborazione già in essere tra quello di Asiago e gli altri presidi ospedalieri aziendali, che garantiscono l’assistenza ai residenti nei rispettivi territori di riferimento e allo stesso tempo lavorano in rete per offrire percorsi di presa in carico altamente specializzati”.

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