Orso sull’Altopiano, gli esperti: “È giovane e non è pericoloso”. Cosa fare se si incontra

Nessun allarmismo per il giovane orso avvistato e monitorato nei giorni scorsi a ridosso della Val Brenta, sull’altopiano di Asiago, solo un giovane animale in cerca della sua strada. Dopo gli ultimi avvistamenti sull’Altopiano, immortalati dalle foto-trappole, lo scrittore e naturalista Giancarlo Ferron e il veterinario Massimo Nicolussi gettano acqua sul fuoco degli allarmismi, rassicurando la popolazione sulla natura pacifica dell’animale. Definito dagli esperti come un “patatone” sub-adulto, l’orso si troverebbe in una fase di naturale gironzolare alla ricerca di nuovi territori e di una compagna, un comportamento tipico della stagione degli amori che non deve spaventare: se incrociasse l’uomo, l’animale penserebbe infatti solo a darsi alla fuga.

Spiega Giancarlo Ferron, naturalista e scrittore: “Nel mese di maggio spesso vengono avvistati orsi nei territori confinanti con le zone abitate abitualmente dal plantigrado. Le immagini provenienti da una foto-trappola, posizionata nell’Altopiano vicentino, riportano l’attenzione su questo animale che molti amano, alcuni temono e altri odiano. Si tratta presumibilmente di un maschio sub-adulto che, dopo essersi ripreso dal calo ponderale dovuto al letargo, ora si sta allontanando dall’area in cui è nato perché sta iniziando per gli orsi il periodo degli amori. Le ragioni che lo inducono a cambiare aria sono la ricerca di una femmina con cui accoppiarsi e l’insostenibile competizione con i grossi maschi adulti residenti. Si tratta di un naturale e ben conosciuto spostamento di soggetti maschi.

L’orso non è una specie che colonizza facilmente nuovi territori: le femmine tendono a rimanere nei dintorni della zona in cui sono nate mentre i maschi, occasionalmente, si spostano anche di molti chilometri. Nella memoria di tutti c’è ancora traccia dell’orso Dino, arrivato in Altopiano dalla Slovenia circa una decina di anni fa, dove è poi ritornato, dopo aver visitato più volte le province di Trento, Vicenza e Verona, oppure di “M4” che ha combinato un po’ di guai nelle malghe trentine e altopianesi per poi trasferirsi in Friuli Venezia Giulia dove risiede tuttora. Nessuno può prevedere se questo soggetto resterà nel territorio vicentino oppure se lo sta solo attraversando, ma è normale che la segnalazione della sua presenza possa mettere in allarme qualcuno.

Le norme da seguire, quando si sa che in un zona è presente l’orso, sono sempre le stesse: tenere i cani al guinzaglio per evitare che il cane possa interagire con il plantigrado e coinvolgere il padrone nel conflitto, come è già successo molte volte. Bisogna poi proteggere gli animali da reddito come già si sta facendo, o si dovrebbe fare, per la presenza del lupo, che sulle nostre montagne non è una novità. Evitare di “sorprendere” l’orso, nel senso che il plantigrado evita il più possibile il contatto con l’uomo non lo aggredisce per motivi predatori, ma reagisce male quando viene avvicinato troppo anche inavvertitamente. Per evitare incontri spiacevoli bisogna quindi frequentare la natura con un po’ di attenzione in più, annunciando la nostra presenza, soprattutto nelle zone con fitto sottobosco o in prossimità di curve cieche del sentiero, semplicemente parlando e spezzando qualche rametto secco”.

Dello stesso avviso il veterinario thienese Massimo Nicolussi, specializzato in fauna selvatica, che dopo aver visto il video dell’orso spiega: “E’ un orso di circa 2 anni che proviene dal Trentino. È seguito da quasi un mese dalla Polizia Provinciale e si è spostato dal Becco di Filadonna a Folgaria fino all’altopiano di Asiago. È un giovane maschio in dispersione e non è pericoloso”. Il veterinario spiega che nella scala Pacobace (il Piano d’azione interregionale per la conservazione dell’orso bruno sulle Alpi centro-orientali), cioè nella scala che identifica l’orso e le categorie di problematicità, ci sono 18 punti, dove il 18 indica la pericolosità mentre l’1 indica che l’animale non è pericoloso. “Il nostro orsacchiotto, che a mio avviso è un patatone, è nella categoria 3, è cioè un orso che si allontana dalla propria area di frequentazione abituale. Questa scala serve proprio a valutare il grado di confidenza tra l’animale e l’uomo, un legame che non dovrebbe mai instaurarsi”.

Nel caso specifico, l’esemplare avvistato non mostra segni di pericolosità: “Sono convinto che se qualcuno lo incontrasse veramente, l’orso si darebbe alla fuga, rientrando subito nella prima categoria, quella meno problematica. Si tratta infatti di un giovane che non ha ancora raggiunto la piena maturità sessuale, che arriva a 3-4 anni, e prima di accoppiarsi, verso i 5-7 anni, dovrà attendere di essere in grado di lottare con i maschi dominanti. Insomma, quello lì è un patatone”. L’esperto ricorda però che le regole di comportamento valgono per qualsiasi esemplare. “Se lo si nota da distante, circa cento metri, ci si deve fermare a osservarlo. Se si avvicina, è solo perché non ci ha ancora fiutati. In caso di incontro ravvicinato, l’atteggiamento migliore è indietreggiare con calma, senza fare rumori eccessivi per spaventarlo. L’orso reagisce violentemente solo perché ha più paura di noi, e ogni nostro gesto di difesa attiva viene interpretato come un attacco”. Se invece l’incontro dovesse avvenire con esemplari più vecchi e sicuri di sé, la strategia cambia: “La cosa migliore è mettersi a pancia in giù, raggomitolarsi con lo zaino sulla schiena e le mani dietro la nuca. In questo modo l’orso capirà che non siamo una minaccia e se ne andrà”.

– – – – –
L’Eco Vicentino è su Whatsapp e Telegram.
Iscriviti ai nostri canali per rimanere aggiornato in tempo reale.

Per iscriverti al canale Whatsapp clicca qui.
Per iscriverti al canale Telegram clicca qui.